….Chi è causa del suo mal pianga se stessa!

Volutamente in queste prossime elezioni comunali, mi ero preposto di assumere un atteggiamento defilato, ma alcune affermazioni che considero fuori dalla realtà, mi stimolano e mi inducono, da cittadino, a fare delle riflessioni che, ci tengo a precisare, come le altre che ho fatto in questi trascorsi tre anni, sono del tutto personali.

Ogni elezione ha il suo leitmotiv:  ricordo ancora le battaglie sull’isola pedonale che doveva essere rimossa il giorno dopo le elezioni, il Piano del Traffico che già nel settembre 2014 doveva risolvere tutti i problemi della viabilità, la barriera guardrail nella S.S.195 da rimuovere di li a poco, il PUC da cestinare senza se e senza ma per farne uno di sana pianta a stretto giro di posta, le case per i giovani pronte da costruire, e tante altre belle favole…..Il tutto  infarcito dal costante richiamo alle macerie lasciate dalla precedente amministrazione.

Tante aspettative che, purtroppo, si sono infrante miseramente il 13 aprile, mettendo la parola fine ad una Amministrazione che, da oltre un anno in Consiglio galleggiava e sopravviveva a stento con diversi espedienti. Dai fasti del 25 maggio 2014, si è giunti gradualmente e inesorabilmente alla disfatta finale. Insomma, “dal paradiso all’inferno“, come in maniera sin troppo eloquente e sintetica si usa dire in questi casi.

I risultati ottenuti in 3 anni dall’amministrazione appena sfiduciata sono sotto gli occhi di tutti e non potendo utilizzare questi argomenti, gli ex amministratori con nonchalance hanno pensato di aprire un nuovo capitolo improntato sul vittimismo. Contemporaneamente, come da collaudato copione, si sono subito individuati nuovi nemici su cui addossare colpe e responsabilità che invece sono da attribuire esclusivamente al capo dell’esecutivo che, in questi anni, è stato incapace di amministrare, come i fatti dimostrano, e soprattutto di  fare sintesi tra le diverse anime della  maggioranza originaria.

Per chi  ha seguito anche solo marginalmente le vicissitudini del palazzo, sviluppatesi dopo un’elezione plebiscitaria,  sicuramente ha colto il rovinoso percorso contrassegnato da precisi avvenimenti che, se interpretati con le dovute attenzioni, sicuramente, avrebbero potuto correggere il percorso della consiliatura. Il primo grave momento di frizione è stata la dimissione dell’Assessore Emanuele Olla. Nessuno, nè allora, nè oggi, ha mai creduto a quelle dimissioni “volontarie”. Però, per la stima, per il peso politico ed elettorale e anche per modalità con cui si erano concretizzate, la Sindaca avrebbe dovuto subito cogliere che nella sua maggioranza si stava aprendo una falla da tamponare subito prima che si potesse allargare ulteriormente.

Subito dopo questo intoppo politico si è costituito il Gruppo Consiliare Libertas che, con la diffusione di un preciso e circostanziato documento (che invito tutti a rileggere) si mettevano nero su bianco precise rimostranze alla Sindaca, e tra queste quelle di una carenza di collegialità nelle scelte, con l’accusa di dare importanza più agli aspetti di facciata piuttosto che alle priorità e ai bisogni dei cittadini e, soprattutto, e di disattendere agli impegni sanciti nel programma elettorale con cui ci si era presentati agli elettori.

Se poi noi andiamo a rileggere la lettera letta in Consiglio dall’ex Assessora Annalisa Capobianco, episodio che ha accelerato la fine dell’esperienza, mi sembra che le motivazioni siano sostanzialmente le stesse. Da tutto questo si deduce che il malessere e le incomprensioni covassero sotto la cenere da tempo. Solo la responsabile dell’esecutivo, evidentemente,  non le ha sapute cogliere.

Dopo questa breve, ma significativa lettura dei fatti di cui siamo venuti a conoscenza in questi tre anni, e di altri che emergeranno in questi giorni, mi sembra che non ci possa essere spazio per il vittimismo, men che meno per il complottismo o per presunti tradimenti e congiure. I presupposti c’erano tutti e da tempo, perché la Sindaca al pragmatismo, alla mediazione e all’autoanalisi delle criticità ha preferito attuare una politica autoreferenziale al grido di “avanti tutta”, senza neppure rendersi conto che la nave imbarcava acqua da diverse falle e stava perdendo una parte importante dell’equipaggio. Tutte condizioni che il 13 aprile l’hanno portata ad un rovinoso naufragio ed ad infrangersi sulle secche di una realtà ben diversa da quella che gli l’ex amministratori, a lei fedelissimi, oggi vogliono far percepire ai cittadini.

Ma forse, non soddisfatti dei risultati ottenuti, in questi giorni si è aperto un altro capitolo riconducibile al vittimismo che sa dell’inverosimile: sulla caduta dell’amministrazione Medau ci sarebbe  un complotto dei vertici regionali del PD. Non mi sembra che in questi ultimi tre anni la  Sindaca, anche all’interno del PD, abbia maturato un peso talmente ingombrante da non far dormire i vertici regionali per indurli a pianificare, con un diabolico piano, la sua caduta. Francamente  penso abbiano avuto ben altro da pensare. Se poi andiamo ad analizzare le sedi istituzionali dove questo peso doveva essere esercitato, dai risultati portati a casa, mi sembra che Pula abbia contato ben poco: mi riferisco alla rappresentanza politica nella Città Metropolitana, nel Parco del Sulcis,  dove la sua candidatura alla carica di Presidente non ha avuto neppure i voti dei Sindaci PD, nell’Unione dei Comuni (dove peraltro si è persa la presidenza), per non parlare poi dei finanziamenti pubblici che negli ultimi tre anni sono stati pressoché pari allo zero. Un peso politico inconsistente anche aggravato dal fatto che la Sindaca, per  sua stessa affermazione, appartiene alla componente Renziana che in Sardegna e in provincia di Cagliari è maggioritaria. Per questo parlare di complottismo dei vertici regionali del Pd nei suoi confronti  mi sembra surreale e per nulla credibile.

Per ritornare alla realtà, invece di arrampicarsi sugli specchi per cercare capri espiatori, reali o presunti, del suo fallimento in tre  anni di (mal)-governo di Pula, forse sarebbe meglio che l’ex maggioranza facesse serenamente un’analisi retrospettiva dei fatti, soprattutto  comparando le promesse fatte agli elettori con quello che si è realmente realizzato. Il 13 aprile, da un punto di vista politico costituisce una data storica che dovrebbe far riflettere soprattutto  chi, per la seconda volta, è stata determinante nell’arrivo del Commissario Straordinario a Pula.

Dopo quest’ultima défaillance, mi auguro che dalla storia recente e passata si possano trarre preziosi insegnamenti anche alla luce delle imminenti candidature. La ricerca ossessiva di possibili colpevoli e gli atteggiamenti vittimistici non sono di nessuna utilità,  e non giovano a nessuno, nemmeno a chi li assume per attenuare le sue innegabili debolezze e negligenze.

Il prodotto di questa legislatura, al netto delle tesi e controtesi di comodo, di scuse e controscuse   prodotte in occasioni di interviste e dichiarazioni strappalacrime, esercitate fino all’ultimo nel goffo tentativo di tirare in ballo responsabilità altrui,  si è fin troppo bene concretizzato il 13 aprile scorso.  Non c’è di che gioire, ma questa è la realtà.

Per fortuna la vita continua, e a Pula mi è sembrato di percepire che il clima mesto e cupo creatosi in seguito al commissariamento del Comune di Pula l’ abbiano avvertito solo i pochi affezionati sostenitori, che continuano a autoconvincersi che “…non l’hanno fatta lavorare”.

Altri, invece, che sempre tre anni orsono le dettero incondizionata fiducia, ammettendo che “….non ha saputo lavorare“. Mi sembra, quantomeno, una ammissione più realistica e obiettiva nell’analisi della storia.

Concludo facendo  miei migliori auguri a tutti i candidati, nessuno escluso,  e che vinca il migliore.

Walter Cabasino

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Nato a Sarroch (CA) il 06/06/53 Professione: Medico, Sindaco del Comune di Pula dal 2004 al 2014, Consigliere Comunale dal 2002 al 2003, Assessore ai Servizi Sociali e V.Sindaco dal 1997 al 2002, Consigliere Provinciale dal 2005 al 2010

1 COMMENTO

  1. Il giorno che magari perdete 30 minuti del vostro preziosissimo tempo a parlare con le persone piuttosto che fare gli Umberto Eco dei social fatemi sapere… Che la politica é marcia tutta si sa, ma quel giorno avrei due cosette da ricordare a chi si vanta di aver lavorato bene!!! E non intendo difendere la giunta uscente, perché ne avrei sicuramente delle altre da ricordare… Ma non é bene fare gli splendidi sopra il vittimismo degli altri, che domani magari le vittime siete voi… Fate politica con decenza e fatelo per il vostro paese, non per la poltrona!!! E smettetela di ridicolizzare tutto e tutti, che in mezz’ora a scrivere indecenze avreste potuto progettare qualcosa da portare avanti a prescindere dal risultato elettorale!!! La politica pulese si sta trasformando in una barzelletta che tra l’altro non da motivo per ridere… Gli uni e gli altri!!! Non capite l’idea che si sta facendo la popolazione su tutto questo tram tram mediatico e ridicolo, che magari vi fanno la bella faccia complimentandosi per il vostro scritto e poi al tavolino del bar ridono di questi siparietti tragicomici. Ma per carità… Ma pensate alla gente piuttosto che alla giunta!!!

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