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Il Consiglio Comunale

 

di Elisabetta Loi

Nella mia veste di Consigliera Comunale che ha ricevuto il mandato da una parte degli elettori a rappresentarli, mi sento in dovere di far conoscere la mia posizione e gli interventi fatti  durante il Consiglio Comunale del 29/09/2016. Per questo motivo chiedo ancora una volta ospitalità nella pagina fb di GoPula, specificando che per rispetto dei Colleghi Consiglieri, volutamente non ne ho riportato gli interventi. Se lo riterranno opportuno, potranno renderle pubbliche autonomamente.

Il Consiglio Comunale si è aperto con un’ora di ritardo sotto la cappa di un palese disappunto del pubblico precedentemente allertato e sollecitato alla partecipazione con  SMS per assistere alla  discussione di un punto all’ordine del giorno di particolare interesse. In premessa il Sindaco ha precisato che l’inconveniente era da attribuire alla contemporanea riunione convocata per approvare lo Statuto del Parco del Gutturu Mannu, non facendosi sfuggire l’occasione per evidenziare che Lei aveva chiesto lo spostamento dell’incontro e che non Le era stato concesso, come pure aveva chiesto la sospensione della votazione degli articoli dello Statuto, anche in  questo ottenendone un diniego. Il tutto infarcito da frasi improntate al populismo del tipo “questo è il rispetto che hanno per Pula”, dimenticandosi o facendo finta di dimenticare che, in realtà, era Lei ad aver mancato di rispetto verso gli altri.  Infatti la riunione dell’assemblea del Parco per l’approvazione dello Statuto era stata convocata prima del Consiglio Comunale (la data della posta certificata parla chiaro). Poi c’è ancora un altro aspetto: il Sindaco ha annunciato la convocazione del Consiglio per giovedì 29, prima ancora della riunione dei capi gruppo, come previsto dal regolamento consiliare.  Dovrebbe sapere che in politica la forma è anche sostanza e con il Suo comportamento in un solo colpo ha fatto due sgarbi istituzionali: non ha tenuto conto della precedente convocazione all’Assemblea del Parco, dove Lei aveva il dovere di essere presente, e allo stesso tempo ha snobbato anche la riunione dei capi gruppo che gli avrebbero dovuto dare delle indicazioni sulla cronologia dei punti da discutere in Consiglio. Tra l’altro, nella riunione che si è tenuta il lunedì prima della data del Consiglio, diversi Consiglieri avevano espresso la necessità di spostare la seduta di qualche giorno: una richiesta che non ha sortito nessun risultato.

La riunione si è aperta con la discussione del primo punto all’ordine del giorno sull’approvazione del regolamento DECO (Denominazione Comunale di Origine)  e approvazione del regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari locali.   Il punto è stato esposto dalla Consigliera Ombretta Pirisinu. Sull’argomento, pur apprezzando l’iniziativa, ho espresso delle riserve precisando che il regolamento è solo la prima parte di un percorso promozionale che è propedeutico ad altre azioni che l’Amministrazione deve compiere se non si vuole lasciare che il regolamento risulti un’insieme di buone intenzioni senza nessun riscontro oggettivo. A tutt’oggi non c’è un cronoprogramma di come l’Amministrazione intende sviluppare il percorso.

Il secondo punto all’ordine del giorno prevedeva la rescissione del Comune di Pula dal Consorzio Turistico Costiera Sulcitana. La presentazione del punto è stata fatta dall’Assessore al Turismo Annalisa Capobianco che ha letto un documento durissimo. Oltre  a mettere in evidenza le motivazioni politiche della scelta, ha proseguito nei dettagli che ogni cittadino può leggere nella delibera consiliare già pubblicata; in buona sostanza  ha accusato  il Consorzio di aver predisposto bilanci “poco chiari”, con cifre “imboscate” e di sperpero di soldi pubblici. Affermazioni gravissime e persino diffamanti per gli amministratori che lo hanno condotto. Proprio per questo, l’Assessore e il Sindaco, se veramente convinte delle loro  affermazioni, avrebbero dovuto mandare ancor prima del Consiglio i bilanci alla Procura della Corte dei Conti o alla Procura delle Repubblica.  Con accuse di  tale portata non si può rimanere indifferenti, si ha l’obbligo di agire a tutela dell’interesse pubblico perchè il reato di omissione di atti d’ufficio, di fronte ad una situazione simile,  è dietro l’angolo, come pure potrebbe essere dietro l’angolo la querela da parte delle persone chiamate in causa qualora le parole profuse con tanta veemenza non fossero supportate da dati oggettivi e concreti.

Da un punto di vista delle scelta non ho condiviso che si uscisse da un Consorzio già esistente senza un’alternativa immediata. Pur rendendomi conto che il Consorzio non fosse più adeguato ai tempi, invece di fare un salto nel buio, sarebbe stato più opportuno apportare delle modifiche anche sostanziali e non uscire fuori da un contesto di territorio, dove sono rappresentati anche gli altri comuni e coinvolti altri Sindaci. Purtroppo da queste azioni si evince la volontà ad autoisolarsi sempre di più da un contesto territoriale con cui invece dovrebbero alimentarsi pratiche comuni e innescarsi sinergie per lo sviluppo del settore.  Oggi, agire in solitario, è inopportuno, e da soli non si va da nessuna parte. Per questo motivo la sottoscritta ha votato contro la recessione.

Il Consiglio è poi proseguito con la richiesta del Sindaco di invertire il punto all’ordine del giorno per soddisfare il pubblico ormai infastidito dalla lunga attesa. Sulla proposta ha preso la parola il Consigliere Orbai che ha rimarcato che per la trattazione di questo punto era stato chiesto, in sede di conferenza di capi gruppo, un apposito Consiglio. Dal pubblico si sono levate immediate proteste senza che in nessun modo il Sindaco intervenisse a chiarire il comportamento che avrebbe dovuto tenere il pubblico,  in modo da garantire a tutti i Consiglieri di esprimersi liberamente e senza condizionamenti. Dal pubblico sono arrivati commenti ad alta voce, mugugni finalizzati a intimidire gli  interventi. Il clima si era talmente surriscaldato che è stata necessaria un’interruzione dei lavori. Dopo la ripresa del Consiglio che ha visto l’inversione del punto come richiesto dal Sindaco, l’argomento è stato esposto dall’Assessore Emanuele Farneti e dal Sindaco, con tono di voce da tribuni che arringano le folle, con una postura e una mimica rivolta verso il pubblico e non verso i Consiglieri, come previsto dal regolamento. Un atteggiamento scorretto certamente  finalizzato ad influenzare e ad intimorire i Consiglieri che avrebbero potuto esprimersi in dissenso rispetto al contenuto della proposta di delibera. La discussione si è sviluppata su aspetti di carattere giuridico-amministrativo che hanno rimarcato la stessa  tesi vincolistica e proibizionistica espressa dal legale, esperto in materia venatoria, nella riunione tenutasi nel vecchio municipio qualche giorno fa. La sottoscritta ha rimarcato che per essere corretti fino in fondo il Sindaco avrebbe fatto meglio a dare ai cittadini un’informazione a 360 gradi, in contraddittorio con un  altrettanto qualificato esperto a favore del Parco e soprattutto mettendo in evidenza anche le opportunità che si potrebbero aprire per i cittadini e per l’economia dei territori ricompresi al suo interno. Si  è inoltre messo in evidenza che queste criticità  e la volontà di riperimetrare i confini  non erano mai state segnalate nei 2 anni in cui il Comune, tramite i Suoi rappresentanti, era stato costantemente chiamato nelle diverse sedi istituzionali ad esprimersi con proposte. Un’esigenza stranamente venuta a galla solo dopo il definitivo rifiuto dei Sindaci che rappresentano il Parco di riconoscere al Sindaco di Pula il ruolo di Presidente. Un altro aspetto non secondario è stata la tempistica: fare la scelta prima dell’approvazione dello statuto e del regolamento, che chiariranno con precisione le attività che potranno essere praticate all’interno del perimetro del Parco, è stato sostanzialmente fare un processo alle intenzioni. Nella discussione tutti i miei interventi sono stati focalizzati su questi argomenti. Anche in questo caso dal pubblico non sono mancati mugugni e commenti a voce alta indirizzati alla sottoscritta, che mi hanno costretto a interrompere il mio ragionamento ed anche a perdere il filo del discorso, senza che mai il Sindaco intervenisse per placare gli animi. Ho anche cercato di far capire  che la strada del muro contro muro non potrà essere sicuramente quella vincente perchè si sarebbe dovuto privilegiare i dialogo, in quanto  la delibera dovrà essere recepita dall’assemblea dei Sindaci e poi dalla Regione. Un percorso lungo e non privo di difficoltà che sicuramente non sarà favorito da un atteggiamento di rottura e mostrando i muscoli. Concludendo, per chiarire la mia posizione, ho espresso il mio pensiero dicendo che se i vincoli erano realmente quelli paventati  dall’Assessore Farneti, anch’io sarei stata favorevole alla riperimetrazione, ma che l’esposizione fatta fin’ora in aula, sposate senza dubbi di sorta dal Sindaco, erano palesemente di parte. Inoltre, mettevo in evidenza che non condividevo la tempistica di questa scelta prima di conoscere lo Statuto e il Regolamento del Parco, e per questo, non essendoci  le condizioni perchè  facessi una scelta serena, compatibile con il mio mandato di Consigliera Comunale,  abbandonavo l’aula.

Il Consiglio è poi proseguito con la trattazione dell’ultimo punto all’ordine del giorno sull’approvazione del Regolamento per la concessione dei contributi a società e organismi sportivi. Durante la discussione ho proposto che le società sportive che fanno la domanda di contributo debbano fare una  dichiarazione in cui attestano di essere ancora in attività, perchè potrebbe succedere che la richiesta fatta ad ottobre possa essere fatta anche da società che non hanno più l’interesse a riprendere le attività per il nuovo anno sportivo. C’è stata anche la richiesta della Consigliera Ilenia Urru di anticipare la data delle domande di un mese, richiesta che è stata introdotta nel regolamento come emendamento.

Tra le proposte fatte dalla sottoscritta c’è stata anche quella che i servizi sociali si facessero carico di agevolare lo sport prevedendo una contribuzione con fondi di bilancio per favorire la diffusione della pratica sportiva. La discussione si è conclusa con la votazione alla quale io non ho partecipato in quanto incompatibile perchè facente parte del direttivo di una società sportiva.

 

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