Continua la saga del toto assessori: nei bar e nella piazza non si parla d’altro, ma con il passare dei giorni e delle settimane, comincia a sorgere qualche dubbio. I più scettici sostengono addirittura che  le notizie siano più che altro  frutto delle fantasie dei diretti interessati, in netto contrasto con   la realtà e le volontà del Sindaco  che,  parrebbe, è ben diversa.

Al di là di tutto, la faccenda è sicuramente una brutta gatta da pelare: già la parola rimpasto, da un punto di vista politico, non racchiude niente di positivo, e nella sostanza vuol dire rimescolare il materiale già esistente  che, visti i risultati registrati in poco meno tre anni di amministrazione, qualitativamente non è tra i migliori.

Poi ci sono da sviscerare  le dinamiche che probabilmente porteranno alla perdita dei galloni per due Assessori e declassarli a semplici componenti  della truppa. Si tratta di due fedelissimi, da sempre allineati alle posizioni del  Sindaco, che dovrebbero per fare spazio a chi,  politicamente, ha assunto dal giorno dopo le elezioni una posizione notoriamente critica. Un malessere che si è concretizzato con la costituzione di un gruppo consiliare autonomo che, dalla lettura del documento che ne è scaturito, si è presentato con grandi propositi e che, invece, nei fatti, ha solo creato piccoli disturbi, letti dai più come sinistri messaggi che oggi si stanno concretizzando con la richiesta di una maggiore rappresentanza in Giunta. Una richiesta legittima, che però è stata accompagnata da un documento programmatico che in un anno è stato totalmente disatteso. Un vecchio murales di stampo identitario e forse indipendentista diceva: “chi non ha il coraggio di ribellarsi, non ha neppure il diritto di chiedere e lamentarsi”.

Gli agnelli sacrificali  immolati in nome di una stabilità di fine legislatura, destinata probabilmente a durare dal giorno alla notte, sarebbero quello all’Urbanistica e quello al Turismo, Cultura e Spettacolo. Ma, poiché in letteratura  non si è mai sentito di nessuna vittima sacrificale  che sia stata contenta di ricoprire tale ruolo, c’è da chiedersi:  saranno d’accordo? Il primo  è considerato una persona di provata lealtà, pronto a tutto  pur di assecondare ” i desiderata” del primo cittadino (non c’è garanzia che possa farlo con la consueta solerzia al di fuori dello scranno assessoriale).  Se durante il comizio elettorale, l’attuale Sindaco appellò con l’infelice e ingiusto aggettivo di “badante” un’Assessora della precedente Amministrazione, in carica per ben dieci anni, dopo appena 3 anni, tra i cittadini, non mancano aggettivi altrettanto coloriti che caratterizzano la personalità del titolare dell’Urbanistica,  totalmente asservito e politicamente acritico rispetto al volere del Sindaco e del cerchio magico. C’è anche da considerare il precedente della rimozione dell’ex Assessore Olla, un allontanamento che ancora oggi fa sanguinare una ferita mai rimarginata, che è stata interpretata dai cittadini come un atto prevaricatorio e di prepotenza. L’Assessore all’Urbanistica sarà disposto a fare una magra figura e passare alla storia politica di Pula come un “sedotto e abbandonato”, alla stregua di un oggetto monouso che viene utilizzato per fare la statuina che in Consiglio ha il compito di sollevare la manina a comando del capo?

Poi ci sono tutte le considerazioni riconducibili all’Assessore al Turismo, Cultura e Spettacolo. Anche lei considerata una fedelissima, certamente non lascerà di buon grado la poltrona ad altri. Infatti, mentre per l’Assessore all’Urbanistica i risultati sono impercettibili,  a parte la confusione operativa e programmatoria ingenerata probabilmente dalle diverse deleghe di cui è titolare, anche se in modo  discutibile, ha comunque fatto qualcosa. Come qualcuno ha detto, si è per lo meno “agitata”. Anche in questo caso, essere bocciata e passare alla storia come persona incapace, a cui il Sindaco ha tolto la delega per affidarla a qualcun altro, costituisce un’onta difficilmente digeribile.

Nel  confronto  dell’operato degli altri Assessori considerati dal Sindaco “intoccabili”, quali meriti hanno rispetto a quelli a cui  chiede che facciano un passo indietro? E qui, per trovare soluzione al dilemma,  c’è da fare una citazione di alta politica, in quanto, probabilmente, il Sindaco, mutuando una frase  di Renzi, suo “modello  di riferimento”, sosterrà che  “ci può essere disponibilità a tutto, ma non al ricatto”.

Per i diretti interessati, ovvero gli uscenti e le new entry, tutto doveva apparire  imminente, tutto doveva essere a portata di mano.  Ma visto il rapporto  costi-benefici dell’operazione, si ha l’impressione che forse è meglio prendere tempo, considerato che ad oggi,  l’unica stabilità di fine mandato possibile, potrà essere assicurata solo e soltanto  dai voli low cost d’Oltre Manica.

Il precario equilibrio dell’Amministrazione Medau si regge sull’alzata di mano dell’astensione di un’esponente della minoranza, che concede il salvacondotto per  i punti dell’ordine giorno proposti dalla maggioranza,  sempre approvati per il rotto della cuffia. Una situazione davvero singolare di cui non ci risultano esempi analoghi nel territorio nazionale: essere  complici senza scusanti della sopravvivenza di un’Amministrazione, dichiarata fallimentare da ben  1/3  dei suoi esponenti (Libertas) e che naviga a vista da un anno, senza che in precedenza si abbia avuto il garbo di fare  pubblica abiura del programma elettorale con cui  ci si  presentò alle elezioni, (che tra l’altro sarebbe stata una presa di posizione chiara e trasparente) è davvero una rarità.

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