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LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA, PRATICATA FIN TROPPO ALLA LETTERA

Considerazioni del Gruppo Misto in merito alle dichiarazioni del Sindaco sull’accensione di un mutuo di 3.200.000 euro

[dropcap]I[/dropcap]l Sindaco, a quasi 2 anni dalla sua elezione, per mascherare la sua palese incapacità a reperire risorse finanziarie attraverso la partecipazione a bandi pubblici regionali, nazionali ed europei,  non trova niente di più facile che praticare la strada che pochi Sindaci in Sardegna e in Italia percorrono: indebitare il comune con l’accensione di cospicui mutui per poi far ricadere il debito sui cittadini, ivi compresi quelli delle  generazioni future.

pula_mutuoIl Governo centrale, regionale, le Amministrazioni locali e, in generale tutte le Amministrazioni, cercano di contenere se non addirittura abbattere l’indebitamento Pubblico, al fine di ridurre il carico ai propri amministrati. Il Sindaco di Pula, invece, va controcorrente, e con grande enfasi fa dichiarazioni sulla stampa e comunica pubblicamente che il Comune da Lei amministrato ha contratto un mutuo di 3.200.000 euro.

Ma l’aspetto che lascia più perplessi è l’incoscienza, camuffata  da tono positivo, che vuole trasmettere con questo messaggio, come se indebitare il Comune fosse la cosa più logica e normale del mondo,  e come se i prestiti non dovessero essere restituiti dai cittadini, gravati dai relativi  interessi.

Un indebitamento di questa portata produrrà alle casse del nostro Comune almeno una rata annua di 600.000 euro per i prossimi anni.

Chissà perché  questi aspetti non sono stati specificati per nulla nel proclama del Sindaco. In compenso ha dedicato tutto  lo spazio all’enfasi e al trasporto positivo con cui ha annunciato le opere da realizzare e completare.

Ma l’aspetto che lascia interdetti è dovuto alla considerazione che il  il Comune di Pula non ha nessuna necessità di indebitarsi.

In prospettiva, da qui e fino al 2018, queste che seguono  sono le cifre che il Comune di Pula dovrebbe incassare, e che potrebbero essere utilizzate per finanziare le opere programmate:

[highlight color=”blue”]CON LA CONVENZIONE “IS MOLAS” SI  INCASSERANNO:[/highlight]

  • 300.000 euro nel  2015
  • 600.000  euro nel 2016
  • 600.000  euro nel  2017
  • 1.400.000 euro nel 2018

Oltre a 300.000 euro per  REALIZZARE UNA STRADA PER IL LIDO DI AGUMU

PER UN TOTALE DI  3.200.000 EURO

Si consideri, inoltre, che nel bilancio 2015 è stato previsto un incasso di 1500.000 euro per oneri di urbanizzazione   (ex Bucalossi).

Se questa previsione è attendibile per il 2015, si presume che lo stesso gettito avvenga anche per i prossimi anni.

Poi c’è da mettere in conto anche il “fondo unico” che è costituito dalle risorse che vengono trasferite ai Comuni dalla Regione e che, pur con la contrazione degli ultimi anni, si può quantificare in diverse centinaia di migliaia di euro.

Da queste cifre si evince che il Comune non aveva nessuna necessità di indebitarsi per opere che sarebbero potute essere realizzate con le risorse disponili,  come fanno tutte le Amministrazioni a cui sta a cuore la propria cittadinanza.

È molto semplice fare ex novo  o finire opere già avviate se a pagarle salate sarà la comunità.

Nelle amministrazioni virtuose, i mutui contratti con la “Cassa Depositi e Prestiti” o con altri Istituti di Credito hanno un’altra funzione: solitamente vengono utilizzati per avere delle risorse disponibili da impiegare come co-finanziamento in bandi pubblici.

Oggi, paradossalmente, con la politica adottata dall’Amministrazione Medau, si rischia di non poter partecipare ai bandi pubblici perché non si hanno le somme disponibili per co-finanziare i progetti.

Per fare un esempio, se si bandisse un progetto da 2.000.000 di euro, a cui il  Comune, per aderire,  dovesse contribuire per il 40%  dell’importo complessivo, si rischia di non poter partecipare per l’indisponibilità di 800.000 euro.

Un altro motivo per il quale  un Comune non può esimersi dal richiedere  prestiti, è derivante  dall’esigenza di realizzare  opere impreviste in seguito ad evento calamitoso come un’alluvione, una frana, ecc.,  oppure in seguito ad una condanna da parte del Tribunale, al termine di  contenzioso che magari dura da anni (come sarebbe potuto succedere per il Bar di Nora se la precedente Amministrazione non avesse deciso di promuovere una transazione con il Comune di Cagliari).

Per l’Amministrazione Medau queste regole non hanno valore alcuno.

La prassi seguita è indebitarsi per far vedere che si ha la capacità di realizzare opere: intanto, prima o poi qualcuno  pagherà.

E’ certamente una soluzione che testimonia che cosa intendesse il Sindaco quando in Piazza del Popolo si presentò agli elettori urlando a gran voce  “La nostra sarà un’Amministrazione il cui faro sarà la Democrazia Partecipata”.

Aveva ragione! Se a pagare sono i cittadini, compresi quelli che vengono al mondo oggi, l’anno venturo, o gli anni avvenire, di che ci si può lamentare?

Spennare tutti, nessuno escluso…

Più democrazia di questa!!!

I Consiglieri del Gruppo Misto

[author title=”Angelo Pittaluga” image=”http://www.gopula.it/wp-content/uploads/2015/09/pittaluga-1.jpg”]Consigliere Comunale di Minoranza Gruppo Misto[/author] [author title=”Elisabetta Loi” image=”http://www.gopula.it/wp-content/uploads/2015/11/bettyloi-1.jpg”]Consigliere Comunale di Minoranza Gruppo Misto[/author]

 

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