Da un silenzio assordante si è  agli squilli di tromba. Con qualche nota stonata.

Sull’argomento Piano Urbanistico, da circa 10 giorni siamo passati dal silenzio tombale a una loquacità  tardiva quanto inaspettata. Dopo quasi 14 mesi dal suo incarico, abbiamo letto la prima intervista rilasciata all’Assessore Olla il 7 di luglio scorso. Una data sospetta perché, stranamente, coincide con l’invio, avvenuto  il giorno dopo, della ormai nota diffida da parte dell’Assessorato Regionale all’Urbanistica. Il giorno 8 nuova intervista. E ancora il 13 l’ennesima, con l’aggiunta delle dichiarazioni del Sindaco.

Poi la riunione dei tecnici di giovedì 9. Tutti attendevano qualche lume sul PUC, invece nessun cenno, come se l’argomento non esistesse e non interessasse gli interlocutori. Ma l’aspetto più paradossale è dovuto al fatto che si parlava della nuova “Legge Casa”, tralasciando di  evidenziare che il Comune di Pula, purtroppo, subisce delle gravi penalizzazioni proprio per la mancanza del PUC. Un‘agitazione che evidenzia un palese stato di imbarazzo per l’invio di un atto amministrativo che, sicuramente, non depone a favore né dell’ efficienza, tanto meno dell’ efficacia dell’Amministrazione Comunale. Termini, efficienza ed efficacia,  largamente usati e, visti i risultati di questi giorni, direi piuttosto “abusati”  in campagna elettorale e per tutto il periodo successivo. Ma l’aspetto che maggiormente lascia sconcertati è  il tentativo di arrampicarsi sugli specchi per cercare improbabili vie d’uscita: si cerca in maniera goffa di ridurre l’impatto mediatico sui Cittadini  e sminuire la gravità delle motivazioni che hanno indotto l’Assessorato Regionale all’Urbanistica a mandare la diffida che preannuncia, tra 60 giorni, l’invio di un Commissario ad Acta da parte della Regione, qualora il Comune continuasse a non ottemperare ad una prescrizione di una legge regionale.

Ma analizziamo le motivazioni del provvedimento. Anzitutto l’invio del Commissario ad Acta è ampiamente previsto dall’art. 20, comma 4 ter della legge regionale n° 45 del 22 dicembre 1989 e successive modificazioni e integrazioni. Quindi, l’Amministrazione era pienamente cosciente dei rischi cui sarebbe andata incontro.  Ma l’aspetto ancora più grave è relativo al fatto  che nel decreto si evidenzia come il Comune sia risultato inadempiente nonostante diversi solleciti della  Regione la quale, con comunicazioni inviate al Sindaco, chiedeva l’invio dei documenti che erano già nella piena disponibilità dell’Ufficio Tecnico comunale.

La prima nota di sollecito venne inviata il 18/06/2014, la seconda il 5/11/2014, la terza il 20/01/2015, tutte  richieste di documentazione sono rimaste puntualmente inevase.

Il 20/02/2015, il direttore generale dell’Assessorato all’Urbanistica, nel prendere atto della mancata integrazione degli elaborati mancanti, restituisce il PUC al Comune di Pula, lasciando il cerino acceso nelle mani del Sindaco.

In questo lungo periodo, da parte del primo cittadino, solo una stringata comunicazione del 13/03/2015 in cui lamenta la restituzione al Comune del PUC e precisa che si era chiesta  una sospensione della verifica di coerenza esclusivamente per perseguire  l’obiettivo dello sviluppo urbanistico del territorio.

Ma, c’è da chiedersi,  in questi 14 mesi dove sono le proposte finalizzate a voler introdurre alcune “differenti scelte programmatorie”?

Un’agitazione a dir poco scomposta che cerca (perché di questo si tratta) di recuperare, purtroppo, con le sole parole, a meno ché non si riesca a dimostrare il contrario,  più di un anno di silenzio e di totale inefficienza della maggioranza.

Dove sono gli atti che evidenziano una seppur minima attività propositiva?

Dove sono gli atti che comprovano le dichiarazioni dell’Assessore all’Urbanistica il quale afferma che, in quest’ anno, si è lavorato alacremente per apportare le modifiche secondo il programma di governo dell’attuale Amministrazione?

La Regione, che come ho già sottolineato, ha agito a termini di legge, ed in premessa del decreto di diffida, emerge a chiare ed inequivocabili lettere l’inadempienza da parte del Comune. Stranamente nelle comunicazioni e anche nella premessa della diffida, non risulta  nessun riferimento ad incontri e/o proposte fatte dal Sindaco alla parte Politica e Tecnica dell’Assessorato All’Urbanistica.

Per esperienza personale maturata in ben 10 anni di Sindaco di Pula, posso affermare che gli incontri in Regione lasciano sempre una traccia: un verbale, un appunto, una registrazione per iscritto, insomma   qualsiasi attestazione di avvenuto contatto che sarebbe stato certamente richiamato nelle lettere e nella stessa diffida spedita al Comune.  Anche su questo versante il silenzio lascia spazio a inquietanti interrogativi e dubbi:

ma il Sindaco, nei mesi che hanno preceduto l’invio della diffida, sul PUC ha avuto degli incontri con la parte politica e tecnica della Regione?

Considerata la comune militanza politica con l’Assessore Regionale all’Urbanistica, sicuramente non avrebbe avuto nessun problema per incontrarlo,  né insormontabili  difficoltà per chiudere la procedura anche apportando delle modifiche che, se avesse avuto le idee più chiare, sarebbero apparse più che legittime. Se tutto questo non è stato fatto, come effettivamente, dati alla mano, sembra sia la realtà, sarebbe una responsabilità politica che definire “gravissima” non è certo un eufemismo, e pertanto  ingiustificabile perché senza attenuanti. Gli unici atti che possono essere riscontrati da tutti sono i 3 solleciti del Direttore Generale rimasti pressoché inevasi perché mai accompagnati da nessuna proposta, l’incarico dato al legale con cui, forse, si è esperito il tentativo di  demolire il PUC e,  ultimo atto della telenovela,  l’incarico dato agli architetti Girau e Cavallucci alla fine di giugno, esattamente 15  giorni prima dalla data di arrivo della diffida.

Analizziamo queste  fasi salienti una per una. Sui tre solleciti inviati dalla Regione al Comune, non possono esserci scusanti: è mancata solo la volontà. E’ venuta meno una semplice disposizione  del Sindaco finalizzata a “mandare il postino” per recapitare materialmente gli atti dal Comune alla Regione. Per quanto riguarda l’incarico al legale, come dissi a suo tempo, mi sembrava e a ragion veduta mi sembra  un po’ azzardato revocare un PUC in assenza di una sentenza da parte di un giudice.  Il parere di un legale, per quanto autorevole possa essere, è pur sempre un parere di parte. Una revoca del PUC, sulla base di interpretazione richiesta in modo per così dire “forzoso”, non lascerebbe indifferente chi è incaricato per legge a vigilare sia sullo spreco di soldi pubblici (ricordiamoci che il PUC, tra annessi e connessi, è costato circa 500.000 euro), come pure non rimarrebbero inosservate le future scelte urbanistiche, adottate sulle macerie fumanti di un PUC appena demolito. A questo proposito vorrei fare una precisazione: quando abbiamo adottato il Piano, non siamo andati in Consiglio per dotare il Comune di Pula di un atto così importante “tanto per fare”, un paio di giorni prima dalle elezioni,  con allegra leggerezza e con atteggiamento superficiale e da sprovveduti. Si è trattato di un atto arrivato alla conclusione dopo un lungo e tortuoso percorso, risultato finale di incontri, discussioni, serrati confronti e della  coopianificazione scaturita dall’accordo tra varie istituzioni.

Inoltre tengo a puntualizzare che trattandosi di PUC, anche se eravamo a fine mandato, sulla legittimità dell’atto ci siamo abbondantemente consultati  con la Regione, con il legale, con il responsabile dell’Ufficio Tecnico e con il Segretario Comunale che, rispettivamente per le loro competenze,  hanno dato il loro parere favorevole e hanno supportato l’Amministrazione durante tutto il percorso delle diverse votazioni. Tra l’altro, aspetto importantissimo,  negli ultimi atti deliberativi non risultano scelte discrezionali, ma solo adempimenti dovuti per il recepimento di prescrizioni provenienti da parte di enti sovraordianti. Quando invece si fa cenno alle incompatibilità dei consiglieri  sulle votazioni, c’è stata una tale attenzione su questo aspetto e sul quale non ho dubbi  di nessun tipo. Se proprio si accampava qualche perplessità, si poteva (e si può)  portare il Piano nuovamente in Consiglio e riadottarlo, senza neppure spendere soldi pubblici per un non necessario parere legale.

Non voglio parlare dell’incarico conferito agli architetti Girau e Cavallucci: forse sarebbe stato meglio soprassedere. Questa decisione affrettata, a pochi giorni dell’arrivo della diffida, non ha bisogno di essere commentata, perché l’ interpretazione che ne deriva  è  fin troppo lineare.

Infine ci sono le considerazioni di carattere politico di questo excursus poco edificante, da cui  si evince con chiarezza la totale inerzia dell’Amministrazione Comunale e l’assoluta mancanza di un’attività propositiva. In più occasioni si è precisato che una nuova Amministrazione avrebbe potuto avere anche delle vedute diverse, ma da qui a buttare 500 mila euro e fare delle modifiche che riattivano la procedura per avere un PUC  forse tra dieci anni ce ne passa. A meno che non sia questo il reale obiettivo e  l’Amministrazione non si sforzi per ottenere proprio questo risultato. Quando non si hanno le idee chiare, invece di far emergere contraddizioni, probabile causa di questi ritardi, della diffida e, presumibilmente, del prossimo invio del Commissario ad Acta, creare un polverone e mettere poi tutto a bagnomaria, per una maggioranza in difficoltà che non ha un’unanimità di vedute sullo sviluppo del territorio, potrebbe essere il male minore rispetto al pericolo di sfilacciarsi. Se è questa la prospettiva futura,  per il Sindaco è l’assumersi di  una grave responsabilità politica, non indenne da responsabilità altrettanto gravi di natura  contabile. In tutta questa imbarazzante situazione, che sta mettendo a nudo la fragilità dell’Amministrazione nel prendere decisioni importanti,   in queste frenetiche giornate, non proprio di gloria per l’attuale corso amministrativo, dobbiamo prendere atto dell’attività dell’Assessore all’Urbanistica che, con difficoltà, sta cercando di arginare un danno  d’immagine e di porre rimedio a colpe che, in parte sono solo sue. Non possiamo credere che l’Assessore Olla nella Sua maggioranza, per 14 mesi, abbia volontariamente eluso l’argomento PUC. Forse, se fosse stato maggiormente supportato di chi istituzionalmente ne ha il compito, non  sarebbe arrivato ad arrampicarsi sugli specchi, rilasciando dichiarazioni sulla stampa che, difficilmente, potranno tramutarsi in azioni concrete. Pertanto mi permetto di suggerirgli uno spassionato consiglio: egregio Assessore Olla, non si presti a diventare l’unico capro espiatorio di questa sgradevole  situazione e lasci che ognuno si assuma una quota di responsabilità, che deve essere proporzionale e commisurata alla manifesta incapacità di fare proposte alternative.

Concludo col dire che, comunque, per il bene della cittadina, in questo momento difficile, mi auguro che l’Assessore Olla, con l’autonomia di giudizio e di scelte che ho avuto modo di apprezzare anche in altre occasioni, si adoperi nell’interesse della collettività e del territorio, senza farsi influenzare da chi, su questo argomento, ha la presunzione di voler cancellare tutto e di  far tornare le lancette dell’orologio a scandire i giorni di 10 anni fa. Questo non è possibile, per fortuna. Se ne prenda atto, si smetta di rincorrere i fantasmi e si cominci a lavorare sul serio, perché il nostro paese ne sente l’esigenza.

Walter Cabasino.

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Nato a Sarroch (CA) il 06/06/53 Professione: Medico, Sindaco del Comune di Pula dal 2004 al 2014, Consigliere Comunale dal 2002 al 2003, Assessore ai Servizi Sociali e V.Sindaco dal 1997 al 2002, Consigliere Provinciale dal 2005 al 2010

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