Cabasino
l'ex Sindaco di Pula - Walter Cabasino

IL NUOVO PUC

PIU’ CHE DI RIVOLUZIONE COPERNICANA, HA SEMBIANZE DI SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA

Rimaste invariate tutte le parti di carattere generale sugli studi del territorio, il 70% delle zone C riconfermate (aree di espansione), il 60% delle zone F riconfermate (turistico alberghiere), riconfermate le aree D per oltre il 60%  (aree destinate all’insediamento delle attività produttive)

Pregiatissimo Assessore Olla,

con molta attenzione e curiosità  ho letto la delibera sul PUC e la Sua relazione che ne faceva parte integrante. Pur nel rispetto dei reciproci ruoli, ho sempre pensato che un civile confronto tra le parti,  con le vedute inevitabilmente diverse se non addirittura  contrastanti, faccia parte di una democrazia moderna.

In questi ultimi 16 mesi, da comune cittadino,  in più occasioni ho riportato sul portale GoPula e in qualche intervista le mie impressioni sull’iter del PUC ed anche oggi, dopo aver letto la delibera e la Sua relazione, mi permetto di esprimere qualche considerazione, non foss’altro perché sono stato chiamato in causa in varie occasioni, ma principalmente per aver vissuto le vicissitudini del PUC prima di Lei, direttamente,  in prima persona, per un numero di  anni che mi è persino difficile  quantificare.

Per quanto riguarda la parte di carattere generale e dell’analisi socio economica, mentalmente sono tornato indietro negli anni,  forse al primo anno del mio mandato da Sindaco.

Vede, Assessore, devo confessarLe che, quando per la prima volta, nel 2006, lessi le parti generali del PPR, ne rimasi affascinato. Purtroppo, nel tempo, mi son dovuto ricredere, non per una mancanza di condivisione dell’impostazione e degli aspetti innovativi e qualificanti della Legge, ma perché, soprattutto all’inizio, come Amministrazione, avemmo seri problemi di carattere applicativo che, alla lunga, non essendo stati mai chiari e per nulla pragmatici, hanno danneggiato cittadini e imprenditori.

Nella sua relazione allegata alla delibera del PUC, nella parte iniziale dell’analisi socio-economica ho trovato molti punti in comune con il mio pensiero. Devo osservare, però, nonostante la Sua sia  un’impostazione tutto sommato abbastanza  chiara, che non va a considerare quanto siano   insufficienti e inadeguate  le risorse necessarie per realizzare tutte le belle intenzioni che contiene, quindi a confrontarsi con una realtà ben diversa dall’astrattezza dei ragionamenti accademici. Per questo sviluppo urbanistico ideale, la teoria e, se mi permette, anche l’ideologia, va infatti ad infrangersi contro la difficoltà di trovare risorse, sempre poche e difficilmente reperibili. È qui che, allora, si avverte la necessità della “Politica” intesa come capacità di sintesi e di mediazione dei vari interessi pubblici e privati, tutto però finalizzato ad ottenere un equilibrato interesse generale.  Se ci si allontana troppo dalla concretezza, si rischia di costruire una realtà fittizia, volatile, priva dei presupposti necessari perché possa sussistere. Per questo, da parte Sua, Assessore,  mi sembra un po’ esagerato, oltre che (lo dico con il massimo garbo possibile)  anche piuttosto “presuntuoso” parlare di “errori”, “correzioni”,  e “il rimproverare”  inteso come giudizio morale, chi l’ha preceduta in Amministrazione. Siccome penso che a tutti, salvo diversa dimostrazione, gli si debba riconoscere onestà intellettuale nell’operare, quelli che Lei evidenzia come “errori”, io li interpreterei in maniera più moderata,   come “opinioni diverse”, certamente dovute, in gran parte,  a vedute ideologicamente e concettualmente differenti riferite allo sviluppo economico e sociale del territorio. Come mi sembra forse ancora più carico di presunzione il volersi implicitamente ergere a modello di “buon esempio”, additando quelli diversi dal Suo come modelli di cattivo comportamento.

Per quanto riguarda i consigli, devo specificarLe che, come è a tutti noto,  l’essere saccente non fa parte dei miei requisiti. Se Lei avesse letto con una maggiore serenità rispetto a quanto probabilmente, forse anche comprensibilmente, nella realtà abbia fatto, avrebbe dedotto che  ho solo ed esclusivamente espresso le mie personali opinioni per aver vissuto da vicino tutto l’iter amministrativo del PUC,  come avrebbe potuto fare, d’altro canto e senza destare nessuna meraviglia, qualsiasi cittadino che si interessa e gli stanno a cuore i problemi della città in cui vive.

Un presupposto, questo,  ben lontano dal pontificare, da formulare dogmi ex cathedra,  o più semplicemente dare consigli a chicchessia. Solo pensieri in libertà,  con l’obiettivo di promuovere una riflessione in chi li legge. Conoscerà certamente il  proverbio latino che recita “laudato vino non opus est hedera”. Lei che è giovanissimo non potrà ricordare direttamente, ma avrà appreso dagli anziani che anche in paese,  dove si produceva e si beveva ottimo vino, non era necessario che il produttore segnalasse con la foglia di palma (differentemente dall’edera del proverbio) l’ingresso di “su magasinu” agli avventori. Purtroppo, in molti settori, in questi 16 mesi, ho visto, come credo parecchi concittadini,  solo insegne appese su Facebook. Continuando nella inebriante  metafora, per quanto riguarda il vino, non solo abbiamo dubbi sulla sua bontà,  ma rimaniamo ancora in attesa della prima vendemmia (la prenda come una battuta).

Nella Sua relazione sul PUC, quando fa riferimento a “scelte non condivise, poco eque, come gli errori durante la correzione, sono state cancellate” mi chiedo se Lei si riferisce al PUC appena adottato o ad un altro che forse aveva in mente qualche componente, magari esterno, di “Cittadinanza Attiva”. In un documento così corposo, composto da migliaia e migliaia di pagine, non mi sembra che la Sua Amministrazione abbia adottato i  cambiamenti e attuato le correzioni cui Lei fa riferimento.

Lo studio del territorio, che è la parte pregnante dell’intero documento,  e da cui derivano tutte le scelte, per sua stessa affermazione l’avete lasciata invariata perché valida.

Per  quanto riguarda invece la zonizzazione, rispetto al precedente PUC adottato  dalla mia Amministrazione a maggio 2014, tutte le zone E sono rimaste invariate, le zone C sono state riconfermate al 70%. Se andiamo anche ad analizzare nei dettagli la cifra più consistente, il famoso “tesoretto” di 72.000 metri cubi che avete riposto nel cassetto, nella pratica, se si vogliono mantenere gli  attuali standard alberghieri di Pula, limiterà la possibilità edificatoria a 2 o al massimo di 3 alberghi. Rimane l’incognita del riposizionamento in un secondo momento di  queste volumetrie.  

Un aspetto deve essere chiaro:  oggi voi vi site assunti la grande responsabilità di tagliare,  tagliare, e  tagliare ancora, nonostante, per Sua stessa ammissione (vedasi relazione allegata al PUC)  sussistano i “limiti numerici e di paesaggio” imposti dal PPR.

C’è da chiedersi se Lei si sia accorto che nel Suo PUC tali limiti sono ulteriormente incrementati. Che dire: proprio un convincente esempio di  coerenza.

Sulla ridistribuzione di  queste volumetrie non c’è alcuna certezza,   e per bene che possa andare, da qui a prendere le decisioni ci passerà molto tempo, ammesso che la Regione possa concedere di accantonarle e riutilizzarle in un secondo momento. Tuttavia,  in termini di volumetrie, quelle al momento soppresse sembrano essere fatte di grandi numeri. Nella globalità del calcolo, si sta invece trattando di una  quantità  tutt’altro che rilevante.  

Sempre a proposito di coerenza, dovrebbe spiegare meglio ai cittadini  perché siano rimaste pressoché invariate  le Norme Tecniche di Attuazione previste nel vecchio PUC, posto  che dovranno accompagnare i radicali cambiamenti, in termini di qualità della vita ed equità, del Piano Urbanistico appena adottato.

Fine prima parte

 

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