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foto: pagina Facebook Sindaco di Pula

Si conclude, con il resoconto che segue,  la sintesi degli interventi del Consiglio Comunale sul PUC.  Ribadiamo che, trattandosi di un argomento complesso, quanto è stato discusso  in aula è stato frazionato per parti omogenee.

Le dichiarazioni di voto del Gruppo Misto verranno rese pubbliche separatamente tra qualche giorno

Zona F

L’Assessore Olla, con una esposizione piuttosto contorta,  parla delle modifiche al vecchio PUC motivate dal fatto che  vuole una zona F che soddisfi non la richiesta del turista, bensì quella del paese di Pula. Quindi, a suo dire,  le zone F dovranno essere funzionali al Cittadino di Pula. In questo ragionamento non si capisce quale sviluppo potrà avere S. Margherita. Si intuisce che all’Amministrazione stia molto a cuore tutto quello che potrà sorgere nelle vicinanze dell’anello di Nora. Dalle argomentazioni riportate si evince inoltre  che si è convinti che solo le strutture ricettive che si svilupperanno in queste aree potranno contribuire a far crescere Pula. Si è precisato di non volere altri “recinti dorati”. Su questo ragionamento si potrebbero aprire tante riflessioni. Concentrare le strutture nelle vicinanze del centro urbano vorrebbe dire gravare la spiaggia di Nora (notoriamente e storicamente riconosciuta dai Pulesi come la loro spiaggia) di un ulteriore carico antropico difficilmente sopportabile. Soprattutto, significherebbe favorire il sorgere di nuovi stabilimenti balneari “privati” perché è impensabile programmare la costruzione di nuovi alberghi di prestigio e poi non dotarli di adeguati servizi in spiaggia. Alberghi come il “Baia di Nora” o il “S. Efis”, solo per fare degli esempi, possono esistere anche in virtù delle concessioni balneari adeguate alla loro esigente clientela.

Interviene il Consigliere Pittaluga spiegando l’impegno dell’Amministrazione che negli anni aveva intrapreso un difficile dialogo per far accettare alla Regione un complesso ragionamento, con l’obiettivo di aumentare la volumetria nelle zone F che, di fatto, era considerata dai tecnici regionali esaurita. Ora l’Amministrazione sceglie di congelare buona parte di quelle volumetrie, impedendo alla Regione di fare qualsiasi tipo di valutazione urbanistica d’insieme e di potersi esprimere in merito, con il risultato di allungare i tempi, se non addirittura di cancellare le volumetrie assentite.

Interviene la Consigliera De Donato per chiedere per l’ennesima volta dove saranno ubicate le famose zone F ora congelate, richiesta condivisa da tutta la minoranza. Risponde il Sindaco affermando che il PUC non può essere considerato una mera assegnazione di zone.  L’Amministrazione non vuole usare le zone F per accontentare gli imprenditori. Si pretende, invece,  che l’imprenditore stabilisca con l’Amministrazione lo sviluppo del territorio.

Interviene nuovamente il Consigliere Pittaluga che ribadisce ancora una volta  che si è liberi di cambiare la posizione delle zone F,  ma che tutti  i Consiglieri e, nello specifico, i Consiglieri di minoranza, hanno  il diritto di sapere dove saranno ubicate.

Interviene la Consigliera Loi per capire se questo loro metodo di lavoro sia stato concordato con la Regione e pone il seguente quesito: c’è un margine di sicurezza  che assicuri che la Regione ci permetterà di congelare queste zone o esiste il rischio di perderle? Risponde il Sindaco e spiega che l’Amministrazione è  intervenuta subito per cominciare a mandare avanti il Piano e correggere le scelte che si ritengono di non condividere. Tuttavia, per adesso, non hanno concordato niente con la Regione e si tornerà nuovamente in aula per apportare dei cambiamenti.

Ma la domanda, comunque, non ha ricevuto risposta soddisfacente e quindi la Consigliera Loi richiede molto chiaramente se c’è il rischio di perdere queste zone messe da parte. Il Sindaco deve rispondere solo si o no! Assicura che non si perderanno, perché ha ricevuto rassicurazioni dalla Regione, e si tornerà in aula a breve per definirne l’ubicazione. Per l’ennesima volta la minoranza deve chiedere di sapere dove verranno sistemate.

A questo punto, come d’incanto, e come consuetudine anche per altre parti del PUC, salta fuori un nuovo emendamento. Un atteggiamento così arrogante e poco rispettoso delle minoranze che la dice lunga sulla scivolosa patina di “democrazia Partecipata”, di “Cittadinanza Attiva”, di “ideario” e di tante altre amenità  di cui si è riempita la bocca il Sindaco durante tutta la campagna elettorale.

La minoranza è legittimamente contrariata perché un emendamento del genere non può essere portato in aula in quel modo.

Si innesca una animata discussione tra la Consigliera Loi e il capogruppo di maggioranza Orbai. La Consigliera Loi preannuncia che non voterà a favore l’emendamento. Il Consigliere Orbai si abbandona ad un poco elegante “ ma chi ti ha chiesto di votare…”. Il Consigliere Loi allora ritiene opportuno spiegare che la minoranza ha il compito di svolgere un’ azione di controllo e vigilanza sull’operato della maggioranza,  e in quel modo si sta negando ogni possibilità che ciò possa avvenire in modo corretto; si parla  di un emendamento che non è un semplice capoverso, in più letto in modo estemporaneo  in aula e neanche presentato per iscritto. Davvero un modo di procedere scorretto, aggiunge Pittaluga. Tutta la minoranza esprime voto contrario.

Per correttezza riportiamo in modo integrale il testo dell’emendamento.

“Si propone, dopo la tabella 8) di sostituire la frase “Per restanti 58.247 mc saranno operate le scelte in coerenza dei bisogni nelle fasi di gestione e monitoraggio del PUC”, con la seguente frase:

“Per i restanti 71.212 mc saranno operate scelte urbanistiche con forti e attente connotazioni paesaggistiche e ambientali solo a seguito di uno specifico piano di sviluppo turistico locale, da redigere previo coinvolgimento di tutti i soggetti impegnati nel processo di pianificazione secondo i consolidati principi di sussidiarietà e cooperazione.

Il piano di sviluppo locale prenderà forma attraverso scelte di localizzazione delle volumetrie ancora disponibili, la definizione di specifiche politiche sociali ed economiche,  secondo principi di sostenibilità ambientale.

Una non ponderata ed affrettata localizzazione delle volumetrie residue potrebbe rivelarsi non del tutto in linea con le esigenze di salvaguardia e di tutela dell’equilibrio ambientale, da perseguire non solo attraverso una attenta analisi del territorio e del riordino delle conoscenze,  ma anche e soprattutto attraverso la valutazione della concreta attuabilità dell’intervento da parte dei soggetti privati titolari dei terreni interessati, che, come insegna la storia urbanistica del nostro territorio, ha visto aree con assegnate concrete possibilità produttive impresse dalla pregressa pianificazione urbanistica,  rimaste inattuate  a distanza anche di vari decenni.

La valutazione di fattibilità viene considerata di fondamentale importanza ai fini della localizzazione nel territorio delle volumetrie ancora disponibili.

Il Piano di sviluppo verrà preceduto da una specifica indagine sociale, valutando anche manifestazioni di interesse e assumerà natura di vera e propria variante allo strumento urbanistico, da assoggettare a tutti i procedimenti previsti dal vigente quadro normativo”.

Nel rimanere molto perplessi per i contenuti, le modalità con la quale  è avvenuta la presentazione del testo, istituzionalmente scorretta, ci ha precluso la possibilità di approfondire il delicato argomento e di esprimerci serenamente nel voto. Comunque, nel considerare gli sforzi fatti dalla precedente  Amministrazione per farsi riconoscere queste volumetrie, per il bene della cittadina, al di là delle scelte che potranno essere fatte in futuro per riposizionarle, ci auguriamo che neppure un metro cubo  di queste preziose volumetrie possa essere perduta. Rimangono poi seri dubbi sulla annunciata  tempistica dei sei mesi. Questo che definiamo “incauto ottimismo” denota la mancata conoscenza della macchina amministrativa della Regione e degli enti sovraordinati al Comune che dovranno pronunciarsi in merito al ricollocamento delle volumetrie.

Zona G/F portuale

Espone il punto il Sindaco che, pur mettendo in evidenza l’importanza della zona portuale, dice aver concordato con la proprietà la riduzione del dimezzamento delle volumetrie, sia per quelle destinate alle strutture ricettive, sia per quelle destinate alla cantieristica. Il Consigliere Pittaluga mette in evidenza che la precedente Amministrazione aveva destinato tutta quella volumetria al porto perché Pula ha necessità di un polo turistico portuale prestigioso, in linea con le strutture alberghiere del territorio (la maggior parte delle quali a 4 e 5 stelle). Si era deciso di destinare una consistente area per i servizi con l’obiettivo di far sviluppare una cantieristica di supporto alla diportistica. Per la posizione geografica particolarmente favorevole, il porto turistico di Pula poteva diventare uno dei più importanti poli per il rimessaggio degli yacht della Sardegna e, addirittura,  del Mediterraneo. Tra l’altro, nel considerare il grosso investimento per la realizzazione della struttura portuale, il Consigliere Pittaluga esprime seri dubbi sulla validità dell’operazione finanziaria. Durante il dibattito il Sindaco fa un accenno alla possibilità che i pescatori di Pula possano avere ospitalità della struttura portuale. Sicuramente un argomento che dovrà essere preso in considerazione, ma nel momento in cui il porto dovrà affrontare le fasi di gestione e non nelle fasi attuali di individuazione urbanistica dell’infrastruttura. Ad un certo punto l’Assessore Olla esibisce una bozza di progetto che dice di aver trovato in Comune. Prontamente il Consigliere Pittaluga mette in chiaro che quelle tavole non sono certamente riconducibili al progettista che ha presentato il progetto di fattibilità, e  pertanto non riesce a capire da dove l’Assessore le abbia tirate fuori. Una pessima figura che si sarebbe potuto risparmiare solo se lui, e più in generale                    l’ Amministrazione, avessero tenuto conto della continuità amministrativa, curando maggiormente  la conoscenza degli atti e della progettualità in essere. Di fatto, invece,  la nuova Amministrazione si è  esercitata a denigrare l’operato fatto dalla precedente.

Fine della terza parte

 

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