Parliamo ancora di PUC

[dropcap]I[/dropcap]n merito al recente articolo comparso sul quotidiano “L’Unione Sarda” in data 14 gennaio 2014 relativo al PUC del Comune di Pula come ex Sindaco e come Cittadino mi sento di fare alcune dichiarazioni con l’obiettivo che possano diventare la base di partenza per ulteriori riflessioni e considerazioni.
Premetto che condivido appieno quanto dichiarato sulla stampa dal Consigliere Comunale Angelo Pittaluga, Assessore all’Urbanistica nella mia Giunta per 10 anni, come pure, in materia di programmazione urbanistica, considero legittime le diverse scelte e le diverse vedute di una nuova Amministrazione, non mi trova invece d’accordo il percorso che si vuole attuare per il raggiungimento di questo obiettivo.
Non riesco a capire la necessità dell’attuale Amministrazione di voler prendere tempo, esplicitata nello stesso articolo. Tempo per che cosa e per quale ragione? Non è improbabile che ci sia un riferimento alla comunicazione prot. 22506 del 31/10/2014 inoltrata dall’Ufficio Tecnico del Comune di Pula in risposta alla nota del 18 giugno 2014 prot. 27176, proveniente dall’Assessorato all’Urbanistica della Regione, in cui viene richiesto all’Amministrazione di Pula che cosa intenda fare del PUC depositato in Regione per la verifica di coerenza, prima della sua adozione definitiva. Si noti per inciso che di queste comunicazioni non c’è traccia sul sito del Comune di Pula dedicato alla trasparenza, tanto meno nella pagina facebook del Sindaco, sempre prodiga di informazioni anche per aspetti di minore importanza.
Nella lettera spedita dal Comune di Pula, l’aspetto che deve far riflettere è la seguente frase che afferma:

“ l’Amministrazione Comunale di Pula sta svolgendo verifiche di natura tecnico-giuridica, anche a mezzo di consulenza legale, in relazione al Piano Urbanistico adottato dai suoi predecessori”.

Mi chiedo su quale base l’attuale Amministrazione chieda una consulenza legale. Infatti non mi risulta che, finora, a qualcuno sia stata riconosciuta una qualche carenza sulla legittimità della procedura. I ricorsi presentati per alcune specifiche scelte contenute nel PUC fanno parte dell’ordinarietà, se si considera quale portata e complessità ne precedono la definitiva adozione. Bisognerà vedere in seguito se i giudici amministrativi diranno se tali ricorsi siano accoglibili o se verranno, come è peraltro è successo in diverse circostanze, rigettati.

Mi risulta infatti che il Comune, ad oggi, non abbia perso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) neppure una causa. Comunque, è bene precisare che nessun ricorso può interrompere l’iter amministrativo in corso, a meno che non ci sia la volontà politica dell’Amministrazione che decide di interromperlo. Per inciso, si sappia che quello citato come spauracchio sui risarcimenti milionari ha già avuto al TAR Sardegna la prima sentenza positiva in favore del Comune e attualmente si è in attesa della sentenza del Consiglio di Stato a Roma. Come pure non mi risulta ci sia stata qualche accoglimento su contestazioni che riguardano la legittimità dell’atto da un punto di vista tecnico. La procedura di approvazione del PUC è stata quella prevista dalla legge, seguita in maniera precisa e puntuale.

Il PUC ha avuto, in primis, il parere di legittimità da parte del responsabile dell’Ufficio Tecnico, professionista di grande competenza ed esperienza, che durante tutte le fasi ha vigilato con attenzione e professionalità tutti i complessi passaggi e gli aspetti procedurali. Il PUC ha avuto, inoltre, il parere di legittimità del Segretario Comunale, avendo egli potuto regolarmente seguire, registrare e certificare tutte le fasi dei numerosi Consigli Comunali intercorsi, e fornire, ove necessario, la dovuta assistenza giuridica al Sindaco e al responsabile dell’Ufficio Tecnico.
Non mi risulta nemmeno che, da parte dell’Assessorato all’Urbanistica e dalla Provincia, quest’ultima competente per la complessa procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica), ci si stata qualche contestazione sugli aspetti di carattere procedurale che potessero mettere in discussione la legittimità dell’atto.
Se nessuno ha contestato la legittimità del PUC, quindi, su quali basi l’Amministrazione chiede una consulenza legale? Perché si vuole dare questo incarico che avrà i suoi costi? Perché si vogliono spendere questi soldi? Insomma, viene per lo meno il dubbio che si voglia per forza mettere in discussione e contestare un atto, legittimamente e regolarmente assunto, con una procedura a dir poco strana, e con una logica che non è dato conoscere.

[quote]L’Amministrazione vuole mettere in discussione se stessa, tra l’altro, impegnando soldi pubblici.[/quote]

Inoltre, occorre sottolineare che qualora il parere del legale nominato dal Comune mettesse in evidenza delle carenze da un punto di vista della legittimità procedurale, questo parere che valore potrà avere nel determinare la sorte di uno strumento di programmazione così importante che ha avuto un costo di oltre 400.000,00 euro?

[quote]E’ forse il legale nominato dal Comune un magistrato?[/quote] [quote]Per quanto autorevole, rimarrà sempre un parere di parte.[/quote] [quote]E poi, che conclusione avrebbe questo ricorso?[/quote] [quote]Quello di chiedere il risarcimento dei danni a chi era preposto a vigilare sulla procedura, ossia ai funzionari del Comune?[/quote] Se si parla di

“esiti di verifiche che potrebbero dare luogo a parziali rivisitazioni”

mi sembra che queste verifiche di “natura tecnica e giuridica”, per quanto su esposto, siano pretestuose in quanto carenti nel presupposto sia tecnico che giuridico.

Resta l’ipotesi che l’Amministrazione voglia avventurarsi e percorrere una strada tortuosa, nella quale potrebbero ravvisarsi eventuali danni erariali, con possibili richieste di risarcimento rivolte al Comune da parte della Corte ei Conti.

Una considerazione a parte, invece, merita il passo della lettera inviata dall’Amministrazione alla Regione in cui si parla di “ parziali rivisitazioni del piano mediante l’introduzione di correttivi sotto il profilo delle mere scelte urbanistiche”: niente da eccepire. E’ una legittima scelta dell’attuale Amministrazione. Il nuovo corso ha piena facoltà di riportare il PUC in Consiglio Comunale, revocare la delibera di adozione fatta dalla precedente Amministrazione e ricominciare tutto da capo. E’ necessaria però una condizione: che si abbia la consapevolezza che di PUC, se tutto procedesse bene (vista l’esperienza vissuta nel corso di 10 anni di amministrazione), se ne potrebbe riparlare dopo anni e anni di nuova fase istruttoria.
Vorrei, in conclusione, fare una sola considerazione: Pula è priva di piano urbanistico da oltre 35 anni.

Oggi ci troviamo nella fase in cui il PUC ha superato con esito positivo le forche caudine di una procedura dove ci si è confrontati con almeno 100 enti che hanno espresso, ciascuno per le proprie prerogative, mille difficoltà, riuscendo a pervenire ad una irrinunciabile quanto necessaria condivisione.

Dopo l’adozione definitiva del Comune di Pula, l’Assessorato Regionale all’Urbanistica aspetta quindi solo il via dell’Amministrazione Comunale in carica per procedere all’atto finale della verifica di coerenza. Ricordo che all’interno del Piano Urbanistico è previsto il porto, infrastruttura strategica per il nostro sviluppo turistico ed economico.

Dopo l’insediamento, se si fosse data continuità all’iter in corso, Pula avrebbe avuto già il PUC in autunno e, ancora oggi, se l’Amministrazione ha la volontà di farlo, non mancano più di 90 giorni.

Purtroppo, si ha la sensazione che l’Amministrazione voglia prendere tempo per trovare le “motivazioni” più plausibili per revocare il PUC già adottato ed iniziare nuovamente dall’inizio, penalizzando in tal modo lo sviluppo urbanistico del territorio, già pesantemente gravato dalla crisi globale che interessa purtroppo anche la nostra zona.

Mi chiedo: non sarebbe, invece, più produttivo approvare il Piano che ormai ha finito il suo iter, per poi procedere con le modifiche, le varianti e le integrazioni del caso, onde soddisfare le scelte rispettabili e legittime della nuova Amministrazione?

Il PUC, si sa, è materia complessa e piuttosto delicata. Per questo bisogna stare accorti nel motivare le azioni che si vogliono intraprendere, in quanto le Istituzioni preposte al controllo del rigoroso rispetto della normativa e della Legge potrebbero ravvisare delle irregolarità e delle forzature. Le osservazione che sono state fatte dai portatori di interesse nelle varie fasi del PUC, ossia quelle dei Cittadini e degli Imprenditori, quelle che sono state accolte in toto, parzialmente, o respinte, se rimesse in discussione andrebbero, comunque, attentamente vigilate perché dovranno sempre avere come unico principio la tutela e la salvaguardia dell’interesse pubblico.
Su questo, come semplice Cittadino di Pula, e come preannunciato personalmente al mio successore in occasione del passaggio delle consegne qualche giorno dopo il suo insediamento, se ravvisassi solo dei dubbi sulla trasparenza e regolarità delle eventuali nuove scelte, sentirei il dovere di intervenire nei modi che la Legge consente ai Cittadini, non esitando a fare le opportune segnalazioni alla Magistratura.

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