piano urbanistico comunale pula

UN PUC PICCOLO PICCOLO, FATTO DI RINUNCE E  DI “TAGLI”

CHE DI URBANISTICO SANNO DAVVERO POCO

Come preannunciato nella mia precedente analisi, nel considerare l’importanza dell’argomento, vorrei approfittare per fare ulteriori considerazioni  sulle scelte tecniche  adottate nel nuovo PUC che,  è bene sottolineare, discendono sempre da precisi  indirizzi di carattere politico.

Prima di addentrarmi nei particolari relativamente alle  specifiche zone di espansione del paese, bisogna prendere atto che lo strumento urbanistico che il Comune si appresta ad adottare è fortemente  “riduttivo” rispetto alle volumetrie già individuate e concordate con l’Assessorato all’Urbanistica dalla precedente Amministrazione. Già questa impostazione di carattere generale deve far riflettere e  non poco. Normalmente,  le Amministrazioni Comunali, con i Sindaci in prima persona, aprono delle vere e proprie vertenze politiche e tecniche con la Regione con l’obiettivo di acquisire quanti più metri cubi di potenziale abitativo e insediativo  è possibile avere nei propri territori.  Sicuramente mai nessuno presenta  un Piano già scarno,  in cui è lo stesso Comune che si impone una dieta e   stabilisce  l’auto-riduzione  delle volumetrie che potenzialmente, secondo gli standard urbanistici, può avere a disposizione. Una considerazione, questa, che deriva dalla mia precedente esperienza amministrativa.

Un altro punto che mi lascia perplesso è la condivisione delle scelte. Durante il mio mandato,  all’Assessorato all’Urbanistica, come si suol dire, ero “di casa”, con visite pressoché settimanali, effettuate molto spesso in compagnia degli assessori ( più d’una volta  anche  con i consiglieri),  con l’obiettivo di condividere il più possibile le scelte per poi mitigare le osservazioni in sede di esame da parte del Comitato Tecnico.  

Questi accorgimenti, mi chiedo, sono stati adottati anche dall’attuale Amministrazione per supportare le modifiche contenute nel nuovo PUC? O dopo il 2 settembre si invierà  il PUC ai dirigenti della Regione come un pacco sorpresa? Chi ha la minima dimestichezza con le pubbliche Amministrazioni sa benissimo che il buon esito di una pratica è direttamente proporzionale al coinvolgimento e alla condivisione dei dirigenti e dei funzionari che la dovranno prendere in esame.  

Analizzando le specifiche zone, inizierei subito con le aree di Completamento Residenziale (zone C). Nella zona compresa tra il centro urbano e la “lottizzazione Mulvoni” si è consumata la maggiore incongruenza. Infatti, l’attuale Amministrazione ha cancellato questa area di espansione che era stata prevista nel PUC adottato dalla precedente Amministrazione. Perché adottare un provvedimento che, a dir poco, è illogico?

Già dalle prime riunioni fatte dal sottoscritto con la Regione,  da parte dei dirigenti dell’Assessorato all’Urbanistica furono date precise indicazioni perché tutte le nuove aree di espansione fossero contermini e omogenee rispetto alle aree già esistenti e, soprattutto, si evidenziò subito l’isolamento rispetto al contesto abitativo  della “lottizzazione Mulvoni” che  non poteva rimanere disgiunta dal centro urbano.

Si  auspicava che nello spazio intercorrente fosse previsto un corridoio di area edificabile in modo da creare una razionale continuità con l’esistente. Per noi non fu una sorpresa perché questa richiesta era nota, ed era già presente addirittura  nella proposta di Piano Urbanistico all’epoca dell’Amministrazione  Corronca. Quindi non riesco a capire cosa abbia di razionale e quale criterio di logicità si sia seguito optando per la cancellazione di quest’area edificabile che, sicuramente, sarà oggetto delle osservazioni, assolutamente condivisibili,  da parte dei proprietari e da parte della stessa Regione.

Quale  migliore occasione per far fare le opere di urbanizzazione ai lottizzanti e, quindi,  per dotare il tragitto che unisce il centro urbano alla lottizzazione di un marciapiede e di una pista ciclabile?

Forse è meglio lasciare quella strada nel costante abbandono,  piena di erbacce e disseminata di rifiuti da ambo i lati?  

Oppure, nelle migliori delle ipotesi, realizzare le suddette  opere mettendole a carico della comunità?  

Per quanto illogica e non condivisa, vorrei che la decisione  di cancellare questo fascia di congiungimento tra il Viale Marconi e la “lottizzazione Mulvoni” appartenesse solo a scelte di carattere urbanistico. Sarebbe interessante conoscere le motivazioni politiche e tecniche che l’hanno determinata perché,  devo dire,  dalla lettura degli atti ho avuto molte  difficoltà a dare una plausibile giustificazione. Però, riflettendo sulle considerazioni fatte dall’attuale Amministrazione e dal Sindaco in prima persona durante la campagna elettorale e nel comizio finale, mi viene spontaneo pensare che la scelta fatta, più che di natura urbanistica,  possa avere qualche altra motivazione più “soggettiva”.

Mi auguro che non si sia arrivati a questo. Il dissenso, il non essere allineati o anche  contrapposti, fanno parte della democrazia, e se così non fosse, potrebbe essere attuale il celebre aforisma di Alexandre Dumas che dice “colui che mesce la vendetta, corre il pericolo di bere una bevanda amara”, intendendosi per bevanda amara, in questo caso, la probabile sconfessione da parte della stessa Regione.

Per quanto riguarda le zone a Destinazione Alberghiera (zone F), anche se questo potrebbe interessare  pochi, per dovere di cronaca vorrei riportare qualche curiosità del PUC riferita alla precedente Amministrazione. Quando andavamo in Regione, 10 anni fa, i dirigenti dell’Assessorato all’Urbanistica sostenevano che nelle zone F turistico alberghiere non avevamo neppure un metro cubo  di volumetria disponibile. Per avere i metri cubi nelle zone turistiche presenti nel PUC  adottato dalla mia Amministrazione, ci sono voluti anni di trattative e un grosso impegno per supportarli e legittimarli da un punto di vista tecnico e  conformarli  alle normative vigenti. Di questo devo darne merito ai Dirigenti della Regione che hanno seguito con attenzione i nostri ragionamenti,  e all’ex Assessore all’Urbanistica del Comune Angelo Pittaluga e al Responsabile dell’Urbanistica geom. Donato Deidda, che li hanno proposti con valide e articolate argomentazioni.

Oggi, invece, si riducono drasticamente le volumetrie  già acquisite  e assentite, forse con la speranza di poterle magari ridistribuire in un secondo momento.

E’ lecito a questo punto farsi delle domande:

se tutto il PUC precedente  è stato strutturato  nelle parti generali considerando un   carico  urbanistico globale,  i pareri vincolanti espressi  dai numerosissimi Enti sovraordinati al Comune,  avranno le stesso valore in un PUC comunque diverso?

Avranno questi pareri  necessità di una rivalutazione parziale o radicale?

Se il PUC, dopo almeno un anno, per essere generosi, andrà a buon fine, l’Assessorato all’Urbanistica avrà la stessa disponibilità nel recepire i ragionamenti fatti in precedenza per il riconoscimento delle volumetrie nelle zone turistiche alberghiere che ora non vengono considerate?

Come si potranno riassegnare nuovamente queste volumetrie senza un ragionamento d’insieme del territorio?

Poi c’è anche da considerare  la Legge Urbanistica che verrà approvata a breve, altra grande incognita, per non dire “spada di Damocle” che potrebbe pendere  sfavorevolmente sulla ri-assegnazione di queste cubature. Inoltre, potrebbe verificarsi che la Legge Urbanistica sia più restrittiva rispetto al quadro normativo attuale.  Se così fosse,  la volumetria,  una volta cancellata, sarà persa per sempre.  Tutte queste considerazioni, sperando di non essere un profeta di sventura, a mio avviso, andavano tenute nella dovuta considerazione.

Un capitolo a parte poi meritano le zone Artigianali e Commerciali (zone D). Anche in questo caso c’è una radicale e inspiegabile riduzione di queste aree. Non si riesce a capire la motivazione di questa restrizione. Infatti, se per le altre zone c’è la speranza di poter ridistribuire le cubature, dove capita, nel territorio e  secondo le richieste e le nuove linee di indirizzo che la nuova Amministrazione vorrà dare prossimamente, in questo caso sarà molto più complicato. Inoltre, la zona D è talmente ridotta che i privati difficilmente potrebbero trovare conveniente e sostenibile un piano di lottizzazione che comporti  la realizzazione, a spese dei lottizzanti, delle opere di urbanizzazione primaria (strade, rete fognaria, rete idrica, rete elettrica).

Concludendo,  nella speranza che comunque  il PUC vada a buon fine, rimarrà da valutare il criterio che verrà eventualmente adottato per la ridistribuzione delle volumetrie disponibili. Una responsabilità di non poco conto che non mancherà di richiamare le legittime attenzioni di tutti, e in modo particolare degli organi preposti al controllo.

Da queste mie personali considerazioni, su cui richiamo le premesse fatte nella mia precedente riflessione sullo stesso argomento, si evince una strada ancora irta di criticità. Anche con queste palesi incertezze e lacune, nonostante le sue ultimissime dichiarazioni,  apprezzo tuttavia l’operato dell’Assessore Olla che è riuscito a mettere un argine  ai demolitori  interni ed esterni alla sua maggioranza e portare, comunque,  il PUC in aula, oltre  a ristabilire la giusta distinzione tra il sogno e le fantasticherie della campagna elettorale con la realtà. Vorrei anche raccomandargli, senza alimentare ulteriori polemiche, di non continuare a sostenere che il PUC precedente era illegittimo , perché sa benissimo che il parere del legale che l’Amministrazione attuale ottenne, su apposita richiesta,  ad inizio anno, volendogli attribuire anche una buona dose di autorevolezza è sempre e comunque un parere di parte, non è  e non può essere considerato alla stregua di una sentenza emessa da un  giudice. Il PUC lasciato dalla mia Amministrazione, e questo Olla lo sa perfettamente,  ha seguito un iter  che è stato costantemente monitorato sia da un punto di vista legale, sia sotto il profilo  tecnico, fino all’ultimo Consiglio Comunale che lo ha portato al definitivo compimento.  Anche il sollecito arrivato dalla Regione con la diffida per concludere l’iter amministrativo è indicativo che il PUC adottato non aveva vizi.

Chiudendo questa piccola parentesi, ritengo che nel proseguo del percorso amministrativo ci sarà forse la possibilità di portare gli utili correttivi, a mio avviso,  soprattutto per quelle parti che nel PUC risultano essere state    modificate.  Sul fatto che siano giustificabili da un punto di vista urbanistico e, nel loro complesso, accrescano i vantaggi per il pubblico interesse,  purtroppo continuo ad avere  parecchie riserve. Ma continuo a riporre fiducia sull’Assessore Olla, cui auguro per l’impegnativa prova dei prossimi giorni un buon lavoro.

Walter Cabasino

CONDIVIDI
Articolo precedenteAnnuntio vobis gaudium magnum: habemus PUC
Articolo successivoUna chicca di fine estate
facebook-profile-picture
Nato a Sarroch (CA) il 06/06/53 Professione: Medico, Sindaco del Comune di Pula dal 2004 al 2014, Consigliere Comunale dal 2002 al 2003, Assessore ai Servizi Sociali e V.Sindaco dal 1997 al 2002, Consigliere Provinciale dal 2005 al 2010

LASCIA UN COMMENTO