Il ruolo del consigliere di opposizione è altrettanto importante di quello della maggioranza. Chi siede in minoranza ha il compito di vigilare sull’operato di chi amministra, di dare suggerimenti e anche aiuti, se necessario, nell’interesse della collettività.

Certo, il sistema elettorale e quello di rappresentanza, lo svuota di un vero e proprio potere decisionale, limitandone di molto anche l’incisività.

Ma ciò non può giustificare un atteggiamento di passività o, al contrario, di inconcludente aggressività.

Se è vero che la maggioranza ha il dovere morale di ascoltare e favorire la partecipazione di chi rappresenta comunque una fetta della popolazione, è altrettanto vero che chi non governa deve creare le condizioni di dialogo e di ascolto.

Deve giocoforza adeguarsi al ruolo di comprimario, di attore non protagonista ed escogitare strade e metodi per essere ascoltato.

A volte, invece, si incappa nella posizione opposta: la passività, il silenzio e anzi a volte si assume l’atteggiamento opposto tanto da rendere quasi nullo il confine tra maggioranza e minoranza.

Questa premessa appare doverosa per cercare di capire quello che sta succedendo a Pula ormai da tre anni a questa parte.

Da una parte una maggioranza che sembrava “granitica” a seguito della trionfale volata delle elezioni del 2014 e che oggi a distanza di quasi 3 sembra ormai un lontano ricordo, dall’altra parte una minoranza composta dalle due liste antagoniste che ha il compito di vigilare e di segnalare le numerose incongruenze derivanti dalla presentazione di un programma amministrativo che appare più una lettera a “babbo natale” che un serio progetto di sviluppo.

In questi tre anni quello a cui i cittadini Pulesi hanno dovuto assistere è stato un susseguirsi di problematiche tutte interne alla maggioranza che hanno dato origine ad una serie di circostanze determinando un’implosione della maggioranza, in cui parte di essa ha preso le distanze costituendo un nuovo gruppo consiliare, che fa capo ai consiglieri Caboni, Orbai, Urru e l’ex assessore all’urbanistica Olla.

Nei banchi dell’opposizione, invece, si assiste ad un atteggiamento francamente anomalo che non ha riscontro in precedenti consiliature e che determina una dissonanza fra ruoli di cui non si riesce a capirne i contenuti.

I più maliziosi sostengono che si tratti di un atteggiamento di opportunismo, finalizzato ad ottenere visibilità e forza contrattuale soprattutto nei confronti dei Sindaco che si trova in una condizione di estrema difficoltà.

Ci stiamo ovviamente riferendo all’unico consigliere dell’opposizione che ha fatto dell’incoerenza il filo conduttore della sua esperienza amministrativa.

Un consigliere che non ha brillato e non brilla per capacità propositiva o per qualità di interventi ma che si caratterizza invece per un costante atteggiamento di supporto e soccorso alla maggioranza finalizzato a garantire il numero legale in occasione dei consigli comunali.

In questi tre anni ha garantito la sua presenza esclusivamente per garantire il numero legale alla validità del Consiglio.

Per non parlare della recente frequenza con la quale non fa mancare il suo apporto che lo espone anche ad un notevole sacrificio finanziario.

Da quest’ultimo e dalla sua attività non risultano pervenute in forma “ufficiale” proposte, mozioni, emendamenti o interrogazioni che testimonino la sua vivacità operativa.

Gli interventi in consiglio sono così sporadici da passare quasi inosservati.

Dall’analisi delle deliberazioni del consiglio comunale il suo apporto è classificabile con l’ASTENSIONE, infatti circa il 90% per cento delle votazioni sui punti all’ordine del giorno hanno visto il consigliere in questione ASTENERSI dal voto, lasciando libera interpretazione sulla reale condivisione di quanto discusso e proposto.

Un atteggiamento, francamente, poco consono al ruolo ricoperto che non chiarisce in maniera inequivocabile la sua posizione, preferendo alimentare il sospetto sulla poco nobile arte dell’ambigua figura che non si pronuncia.

Oggi alla luce delle ultime vicende prende piede l’ipotesi sempre più insistente che lo scranno di assessore al turismo possa andare in favore di questo consigliere comunale che cosi facendo eliminerebbe qualsiasi dubbio sull’atteggiamento assunto in questo suo percorso amministrativo che così facendo raccoglierebbe i meritati frutti della sua “disponibilità”.

 

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