La convocazione e l’iscrizione  dei punti  all’ordine del giorno del Consiglio Comunale  di ieri è stata effettuata su sollecito del Gruppo Libertas e dei Consiglieri di Minoranza. La Sindaca è stata costretta in forza di legge e dei regolamenti a riunire l’assemblea cittadina per dare risposte alle mozioni e interrogazioni presentate, di mala voglia e palesemente contrariata, sin dall’appello dei presenti.

La seduta è iniziata con la tensione che si riscontra quando l’insicurezza e l’ineguatezza delle risorse necessarie ad amministrare un paese come il nostro si materializzano quando  il numero dei consiglieri a favore sono davvero al lumicino: 8 della maggioranza, 8 tra minoranza e Libertas, che certo maggioranza non è.

Eccezionalmente il nostro  resoconto della seduta partirà da segnalare  un atto che, da quanto risulta dagli annali della storia amministrativa pulese, non era stato mai riscontrato: la Sindaca che strappa, con un’azione degna delle sceneggiate da “sedotta e abbandonata” un documento presentato dagli ex alleati del Gruppo Libertas riguardante il 2° punto iscritto all’ordine del giorno.

L’argomento, in definitiva,  riguardava la richiesta al Sindaco di tutelare maggiormente la figura dei Consiglieri Comunali che, in nessun modo, possono essere condizionati nella libera espressione delle loro opinioni e dal formulare autonomi pareri in occasione dei Consigli Comunali. Tanto meno dal pubblico presente in aula, che in occasione dello scorso Consiglio Comunale, quando si è discusso del riconfinamento del Parco del Gutturu Mannu, ha potuto dar sfogo ad un tifo da stadio, di stampo calcistico, appellando i Consiglieri a seconda delle posizioni assunte pro o contro il riconfinamento, applaudendo, incitando, dissentendo, vociferando inpropriamente durante il dibattito, con il beneplacito della Sindaca che se ne è ben guardata dal tutelare il decoro dell’aula.

Per tutta risposta, non potendo soggiacere ad un atto simbolicamente così violento e oltraggioso nei confronti del Gruppo Consiliare Libertas,  i consiglieri del Gruppo Misto, la Capogruppo Toccori,  la Consigliera Boi, il Gruppo Libertas stesso, hanno abbandonato l’aula. Ognuno potrà approfondire nel dettaglio quanto accaduto, che volutamente evitiamo di commentare per non condizionare un eventuale giudizio.

La cronaca della seduta, oltre quanto riportato sulla sua conclusione, si può sintetizzare nel panico che ha colto l’Assessora Capobianco nell’impossibilità di  giustificare le gravi invettive rivolte per iscritto agli esponenti della Costiera Sulcitana (vedasi i precedenti resoconti di GoPula sulla revoca di appartenenza al Consorzio Turistico). L’Assessora ribadisce che il suo è stato un ragionamento politico, e che dell’allusione alle manfrine contabili e finanziarie  cui si è riferita, se ne tratterà e verrà chiarita a breve,  “con soluzione bonaria” dagli avvocati, che seguono, sia per conto della Costiera, sia per suo conto, l’incresciosa vicenda. In difesa d’ufficio dell’Assessora è intervenuta la Sindaca, accusando Libertas di aver oltremodo strumentalizzato l’accaduto. Il Consigliere Olla, seguito nella sua replica anche da brevi interventi degli esponenti del Gruppo Misto, ha rimandato al mittente l’accusa di essere palesemente  “contro” l’Amministrazione in cui è stato eletto, rimarcando con argomentazioni articolate e inconfutabili, che è dovere, per non dire obbligo,  di ogni componente del consiglio comunale stigmatizzare e mettere in luce  gli aspetti poco chiari che riguardano, in particolar modo, l’uso di soldi pubblici, cosa che lui e il suo gruppo di riferimento ha fatto. Il punto si è concluso con la presentazione agli atti di un documento presentato dal Gruppo Misto.

Il secondo punto, la cui  traumatica conclusione è stata più sopra illustrata, si è svolto con reiterate accuse di lesa maestà al Sindaco e di tradimenti più o meno palesi perpetrati da parte soprattutto  del Gruppo Libertas. Bersaglio principale degli strali della Sindaca il firmatario della mozione, il Consigliere Olla, intervenuto nella discussione anche per fatto personale, più volte minacciato dalla Sindaca di allontanamento dall’aula  per la sua sfrontatezza e indisciplina di fronte al potere costituito, e reo di non dire cose “pertinenti alla discussione” e “ fuori argomento”.Una minaccia  gravissima, e senza precedenti. Da segnalare l’ampio rendiconto, durante il dibattito,  effettuato dalla Vice Sindaca sui contenuti del regolamento, la lettura del compitino da parte della Capogruppo Pirisinu in merito ai panni sporchi che si sarebbero dovuti  lavare in casa di “Cittadinanza Attiva”,  e quello dell’illustre Assessore Usai, che nella sua mezza paginetta, letta a stenti per emozione (?) o forse per poca convinzione, rimarca agli ex colleghi  di cordata l’accusa di assenteismo e tradimento.

Ciliegina sulla torta  il “facciamo schifo tutti quanti” pronunciato con voce stentorea dall’Assessore Farneti, che pur ribadendo la sua distanza antitetica dalle politiche praticate dalla Sindaca, giura di essere fedele alla causa fino all’estremo sacrificio, che però potrebbe essere dietro l’angolo se le cose perdureranno in questo modo, a suo dire indecente e indecoroso.

Il resto è piccola cronaca di un Consiglio Comunale che, dato il decorso altamente significativo di una situazione politica ormai in stato di  coma irreversibile,  si sintetizza con le osservazioni del veterano dell’Assesmblea, il Consigliere Pittaluga:

”Sindaco, consideri che oggi siamo in otto da questa parte e otto, che siete voi,  dall’altra…manca la Consigliera De Donato, che se non sbaglio è componente dell’opposizione  A lei le conclusioni….. ma se facesse finta di non conoscerle gliele dico io: prenda atto della situazione e ridia la parola agli elettori.”

LASCIA UN COMMENTO