Gent.ma Sindaca,

L’atmosfera in piazza del Popolo, al comizio di fine campagna elettorale del 2014 di cui Lei fu indiscussa protagonista, sembrava dovesse esprimere  tutta la voglia di cambiamento di un paese che, a Sua detta, era  ferito dalla crisi, e che d’incanto  si trasformava miracolosamente in entusiasmo.

“Carla Medau, una di noi”, è stato lo slogan vincente della sua campagna elettorale.

Incarnando le vesti di leader di “Cittadinanza Attiva” , Lei  prometteva politiche  diverse, che  avrebbero dovuto dare una svolta al nostro paese:

 “Avremo  grande  attenzione  soprattutto  per i più deboli;  al centro del nostro progetto  c’è l’equità  tra i cittadini che più volte è stata  negata”.

Rivolgendosi al cuore della comunità pulese, preannunciava, ad esempio,  la realizzazione di  una grande cittadella sportiva a Is Argiolas, pensando soprattutto ai giovani, ai quali dedicava  gran parte del suo intervento nel comizio:

“Vogliamo  dare ai ragazzi di Pula e alle giovani coppie il diritto  alla casa nel nostro paese. A prezzi ragionevoli senza dovere emigrare a Sarroch o Villa San Pietro, senza dover spendere 200.000  euro. Vogliamo  introdurre  agevolazioni  fiscali per chi soffre. Vogliamo riportare la speranza, vogliamo  fare ripartire il nostro paese con i sogni  di riportare i fasti di un tempo”.

Vogliamo, vogliamo, e ancora vogliamo…..trascurando il fatto che questo (legittimo) desiderio spesso si scontra con l’effettiva possibilità di dar gambe ai buoni propositi, di cui son capaci tutti.

Avrebbe dovuto far coincidere  quel “vogliamo” con “possiamo…?”

Lei manifestava la primaria esigenza di voler  cambiare registro, mostrando una netta discontinuità con le idee di  chi l’aveva preceduta alla guida del governo di Pula: “Mi scandalizzo quando  vedo che per il lavoro dei nostri giovani non sono mai arrivati i soldi dei bandi europei, quando  vedo un piano urbanistico che ha riempito di vincoli il nostro territorio  prevedendo il porto turistico  a ridosso dell’area  Sic che,  di fatto, ingabbierà  gran  parte del nostro territorio. Il porto  turistico  è al centro  del nostro programma, ma non deve nascere a discapito  dei terreni dei pulesi”.

Facendosi forte di un’esperienza amministrativa che annoverava la Sua appartenenza alla giunta Provinciale Milia, oltre che a  un po’ meno di due anni di vicesindaco dell’Amministrazione a guida del Sindaco  Francesco Loi, aggiunta a cinque anni di esponente di opposizione nella consiliatura 2004-2009, Lei, gentile Sindaca,  garantiva una certa dimestichezza nel saper amministrare, ed anzi non lesinava certo apprezzamenti del tutto negativi verso chi l’aveva preceduta in Comune, nel periodo 2004-2014.

“  Noi non  abbiamo  mai governato Pula  come  qualcuno  ha fatto per dieci  anni con immobilismo e scelte contestate, e lo faremo con la democrazia partecipativa, insieme  ai cittadini.  Saremo  il cambiamento….”

e aggiungeva  

 “Noi puntiamo  sui programmi, non abbiamo paura di portare a Pula idee innovative tratte dalle città più moderne ed eco sostenibili. Siamo  qui a testa alta per riportare speranza in tempi di crisi. Vogliamo  difendere il lavoro delle imprese pulesi. Vogliamo rivedere il piano urbanistico per dare pari diritti  a tutti i cittadini. Basta con le scelte che bloccano lo sviluppo, anche Is Molas con le sue potenzialità è una ferita aperta. Noi non avremo paura di parlare con tutti gli imprenditori che intendano investire a Pula per portare lavoro, così come stringeremo  una sinergia importante  col Parco Tecnologico  e con l’istituto Alberghiero per migliorare la formazione dei nostri giovani  e assicurare  loro corsi  professionali  per immettersi in tempi brevissimi  nel mondo del lavoro. E non solo  con  contrattini di due mesi  in campagna  elettorale”.

Sono  state queste, in sintesi, parte delle  Sue idee, i Suoi propositi che mi è capitato di rileggere poco tempo fa e che mi hanno indotto, da semplice e privato cittadino di questo paese, a  riflettere con maggiore attenzione su quello che a Pula succede ultimamente.

Sono passati un po’ meno di tre anni da quella apoteosi, dopo la quale l’avventura politica che preannunciava una fase innovativa per il nostro paese, passata l’era Cabasino, ha proiettato sullo schermo della realtà tutto  un altro film  che non sto qui a riepilogare perché è storia recente, e tutti possono agevolmente apprenderne e valutarne i contenuti senza bisogno che chi Le scrive ne ripercorra le tappe.

Di fatto l’attuale situazione in cui si trova la consiliatura di cui Lei è alla guida conosce una profonda  crisi, le cause della quale Lei, troppo affrettatamente, secondo il mio modestissimo parere,  ha attribuito a fattori esterni, tra cui addossare continuamente responsabilità non dovute “a quelli di prima” e a  chi, come è noto, esprime delle critiche sul Suo operato, in modo particolare nel blog  GoPula,  tra i quali, come ben sa,  il sottoscritto.

Se posso permettermi di aprire una brevissima parentesi, vorrei dirLe che l’avermi  citato in sede di Consiglio Comunale per annoverarmi tra una delle cause degli ostacoli alla Sua azione amministrativa, mi fa sentire latore di una importanza eccessiva,  immeritata e sopratutto fuori luogo e non dovuta. Le sono persino grato per la Sua sovrastima, ma davvero non la merito.   E al di là di tutto spero che, oggettivamente, pur consapevole che quanto scrivo e sostengo non trovi in alcun modo, ovviamente, né la Sua approvazione,  né quella di coloro che Le stanno a fianco o di chi continua a riporre fiducia nella Sua azione amministrativa e politica, Lei apprezzi perlomeno che lo faccio senza veli, in tutta trasparenza e alla luce del sole, addossandomi ogni e qualsiasi responsabilità sulle mie affermazioni e conclusioni, che per l’ennesima volta tengo a sottolineare sono rivolte in maniera esclusiva  verso il solo aspetto politico del Suo operato e quello del resto degli Amministratori, non permettendomi nemmeno di pensare lontanamente ad altre questioni che attengono alla sfera personale, di cui ho assoluto e incondizionato rispetto, e che reputo sacra ed inviolabile.

Nel bene e nel male, nei banchi del Consiglio Comunale, come ben sa per  essere stata tutt’altro che  clemente nei confronti  miei  e dell’ Amministrazione di cui  orgogliosamente  facevo  parte, ho trascorso 14 anni, dei quali 10 nel ruolo di Assessore. Conosco, di conseguenza, le dinamiche cui la politica locale è soggetta. Ed è per questo che mi sono permesso di esternare pubblicamente queste riflessioni, che arrivano alla seguente conclusione:

non si può dare respiro ai sinceri e nobili propositi della campagna  elettorale , che Lei ha indubbiamente avuto, se i 2/3 dei componenti della lista “Cittadinanza Attiva”, che con Lei gli hanno condivisi,  pronunciano  parole  durissime e gravissime che fanno impallidire addirittura quelle dell’opposizione (vedasi pagina Facebook e sito web del gruppo consiliare di maggioranza “Libertas” , ante e post la presenza in seno al gruppo dell’ex assessore Olla) o della ex assessora Capobianco che tuona  “Compio una denuncia doverosa dal significato politico: il nostro gruppo si è fratturato  con silenzi  incomprensioni  e divergenze, non mi sono sentita più parte integrante  della  Giunta”.

Chi segue le discussioni su fb avrà avuto modo di vedere cosa penso, naturalmente in termini esclusivamente politici, delle scelte compiute dalla Consigliera De Donato in sostegno di una Amministrazione, la Sua,  già agonizzante prima delle dimissioni della ora Consigliera Capobianco. E sa che cosa penso, Signora Sindaca, del Suo operato politico, di cui non ho mai fatto mistero nella mia valutazione negativa, sempre espressa, come ho già  evidenziato, con argomentazioni, giuste o sbagliate che fossero, ma senza metafore e mettendoci la faccia.

Concludo nel dirLe che, apprestandosi la seduta ordinaria del Consiglio Comunale il prossimo 11 aprile, in cui si dovrà approvare il bilancio di previsione dell’anno corrente, Lei dovrebbe  saggiamente  prendere  atto che le condizioni  politiche per poter amministrare  serenamente  e seriamente il Comune di Pula, per il tempo  che resta da qui alla scadenza naturale del Suo mandato, non sussistono più.

Nè, in questo stato confusionale, penso che sia preventivabile un rimedio per risanare o almeno attenuare  la situazione in termini accettabili, senza o con  rimpasto in giunta, attuale assetto a 4 assessori o piuttosto  surrogando l’assessora dimissionaria con qualche esponente  del Suo stretto entourage  o proveniente dal Gruppo Libertas.

Le scelte in campo, a mio parere , gentile Sindaca, restano  due: tirare a campare per altri due anni alla giornata, o pensare di riordinare le idee, far tesoro degli errori commessi, oltre che degli aspetti positivi (pochi) dei tre anni passati, e pensare seriamente al futuro.

E, se mi posso permettere, consideri che Il futuro per Pula, passa non solo con i “Vogliamo” ma anche, se non soprattutto,  con i “Possiamo”.

Cordialmente

Augusto Porceddu

già assessore Giunta Cabasino 2004-2014

 

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