Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, le pesanti dichiarazioni in aula dell’Assessore al Turismo Annalisa Capobianco, seguite dalle dimissioni irrevocabili, hanno certificato che il progetto politico dell’Amministrazione Medau sta miseramente fallendo e che, di fatto, quel che resta della maggioranza sta diventando sempre più friabile, con smottamenti che rischiano di farla crollare da un momento all’altro.

Tutti ricorderanno le roboanti parole del Sindaco durante la campagna elettorale e nel comizio finale, con abbondanza di slogan e  formule magiche per tutti e per tutto, su svariate tematiche: il lavoro ai pulesi, case per tutti, un PUC nuovo di zecca, S. Margherita da rivalutare, settori produttivi finalmente rivitalizzati…insomma, doveva rivoltare Pula come un calzino con  un programma pieno di aspettative, unito agli immancabili e violenti strali verso i precedenti Amministratori, accusati senza attenuanti di aver lasciato il paese in macerie. Un atteggiamento che è continuato per altri 2 anni dopo l’elezione, accentuato in epoca più recente quando le palesi incapacità venivano regolarmente giustificate con l’individuazione del provvidenziale “colpevole di turno”.

Per usare un termine calcistico, preambolo ed esordio in municipio con “un’entrata a gamba tesa” o se si preferisce “un’entrata da leone“, sin troppo spavalda e proterva, che sicuramente non faceva presagire un’uscita così ingloriosa.

Nonostante il risultato elettorale, subito dopo la distribuzione delle deleghe assessoriali, tutti a Pula sono venuti a conoscenza che nel palazzo l’armonia era solo di facciata. Malumori sapientemente fatti filtrare che si sono concretizzati con le false dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Olla, di fatto defenestrato perché incompatibile con il pensiero monotematico dettato dal Sindaco e dal suo cerchio magico in materia di urbanistica, e non solo.

A stretto giro di posta è seguita la rivolta e la costituzione del Gruppo Consiliare Libertas, all’interno della stessa maggioranza. Ma l’aspetto più rilevante è che il gruppo aveva accompagnato la sua costituzione con un durissimo documento che metteva in discussione la condotta del Sindaco nel gestire la collegialità nella maggioranza, esigendo una puntuale verifica del programma, con un puntuale richiamo ad occuparsi più di aspetti prioritari e non continuare a coltivare l’effimero, e null’altro. Allo stesso tempo i componenti chiedevano una maggiore rappresentatività in giunta.

Molto più recente della nascita di Libertas è la posizione assunta dall’ex Assessore Olla, che ha rivendicato un atteggiamento autonomo rispetto allo stesso gruppo, dichiarando pubblicamente di tirarsi fuori da logiche che prevedevano eventuali entrate in giunta. Nella stessa seduta consiliare si è definita l’uscita dal Gruppo Consiliare “Cresciamo con Pula” della Consigliera Gaia de Donato, che ha dato il supporto alla sopravvivenza politica della maggioranza, con votazioni a favore, con astensioni o garantendo con la sua presenza, in molte occasioni, il numero legale per proseguire lo svolgimento del Consiglio Comunale. Un atteggiamento anomalo per un componente della minoranza che si è presentata agli elettori con un programma contrapposto a quello del Sindaco.

Ricordo ancora espressioni ad effetto del Sindaco in pieno contrasto con la realtà: con sicurezza parlava di “maggioranza granitica” e pronunciava frasi come “avanti tutta”, come pure ricordo le dichiarazioni dell’Assessore Farneti che dichiarò che, a differenza della precedente, nell’attuale Amministrazione aveva trovato, bontà sua, “una Famiglia”.

Nel corso di questi tre anni di mandato si sono verificate clamorose defaillance: la mancata Presidenza del parco del Sulcis, le incomprensione con i colleghi Sindaci dell’Unione dei Comuni, con l’ultima débacle concretizzatasi con l’imbarazzante assenza di Pula alla riunione del 1 aprile alla presentazione dei Piani strategici dell’Unione dei Comuni, la mancata rappresentatività di Pula nella Città Metropolitana, le briciole in termini di finanziamenti sempre provenienti dall’Area Metropolitana. Insomma, un’autentica vergogna, penultimi addirittura dopo il Comune di Villa S. Pietro, che senza nulla togliere alla sua importanza e peculiarità, ha da sempre avuto, comunque, una risonanza minore rispetto a quella del Comune di Pula. L’incapacità a drenare risorse da bandi pubblici viene compensata indebitando il Comune, con i pesanti mutui che le future amministrazioni saranno costrette a restituire con gli interessi, penalizzando fortemente l’erogazione dei servizi alla cittadinanza.

Recentissimo l’inaspettato colpo di scena dell’Assessore Capobianco, che nella dichiarazione letta e depositata in Consiglio, in sostanza, accusa pesantemente il Sindaco degli stessi errori di gestione di cui l’avevano accusata i Consiglieri del Gruppo Libertas: poca collegialità, prevaricazione, propensione a concentrarsi su aspetti di facciata a scapito del programma e delle priorità di cui ha bisogno la cittadina.

Quali scenari futuri?

Ormai tutti sono coscienti che anche nell’ipotesi che il mandato venga portato a conclusione, da un punto di vista politico la legislatura ormai sia arrivata a termine, con un’immagine complessiva devastata da una crisi sempre più accentuata e allargata, e un progetto politico che, alla luce delle cose fatte, ha avuto riscontro solo sulla carta delle brochure distribuite ai cittadini in campagna elettorale.

C’è chi dice che l’Assessore Capobianco potrebbe ritornare sui propri passi e ritirare le dimissioni, ma è da considerare  una scelta improbabile soprattutto se si tiene conto delle pesanti accuse fatte al primo cittadino e che, comunque, lascerebbe degli strascichi difficilmente sanabili.

Un’altra alternativa potrebbe essere quella di “imbarcare” uno o due consiglieri del Gruppo Libertas. Per il Sindaco equivarrebbe a conclamare la propria debolezza e firmare una resa senza condizioni. Anche per questi Consiglieri, entrare in giunta vorrebbe dire accettare di far parte di un contesto fortemente compromesso, con la consiliatura ormai “andata”.

C’è poi l’altro aspetto: come potrebbero giudicare i Cittadini questa mossa? Una mossa di sopravvivenza per il Sindaco, o piuttosto di convenienza per il Gruppo Libertas, o entrambi le soluzioni?

Oltre alle precedenti probabilità, c’è quella forse meno attendibile, la più improbabile, non perché irrealizzabile, ma perché tra tutte viene considerata la più scellerata, che potrebbe vedere la Consigliera De Donato passare in maggioranza e diventare titolare dell’Assessorato. Un premio alla fedeltà e al sacrificio per i periodici viaggi d’oltremanica che hanno permesso al Sindaco di poter avere l’ossigeno necessario per allungare la sua permanenza nella sala della rianimazione politica.

Su questo soccorso, al di là delle frasi di circostanza “del volere il bene di Pula” e della “assunzione di responsabilità” si sono richiamate situazioni politiche nazionali che hanno fatto la storia e che fanno riferimento al “salto della quaglia” o a figure poco invidiabili come Scilipoti o il senatore De Gregorio.

Al di là dei voti in Consiglio in sintonia con la maggioranza e di cui la Consigliera dovrà rendere conto solo agli elettori, mi auguro che questa ipotesi rimanga solo una fantasia di tanti cittadini, perché per Pula sarebbe veramente un’onta difficilmente cancellabile, una prima volta di cui ne potremmo sicuramente fare a meno.

In ultimo c’è l’ipotesi dai più considerata più verosimile, ovvero che il Sindaco   nomini assessora una consigliera di maggioranza del “cerchio magico”, e che possa continuare ad usufruire della “benevolenza” della consigliera di “opposizione” per portare a termine la legislatura.

Concludendo, riprendendo una recente dichiarazione in cui mi si faceva notare di rilasciare periodiche “pillole di saggezza”, tengo a precisare che le mie sono solo delle considerazioni critiche di un semplice cittadino che vive a Pula e segue le vicissitudini politiche, critiche che, mi auguro, possano essere una libera prerogativa di tutti i cittadini, in un contesto di democrazia compiuta a cui la comunità di Pula appartiene, facendone   parte a pieno titolo.

Per quanto riguarda il dono e la ricerca della saggezza, ho cercato di averne nella misura maggiore possibile nei 10 anni in cui ho avuto l’onore di essere alla guida dell’Amministrazione Comunale.

Ora lascio questa incombenza a chi di competenza, per il ruolo che ha scelto di ricoprire, accollandosi delle responsabilità certamente superiori a quelle di un semplice cittadino quale io sono attualmente. Responsabilità non certo avulse da un contesto politico che è del tutto particolare, e che dovrebbe indurla a riflettere e trarre quelle conseguenze che io ipotizzo ma che mi astengo dal  formulare, non volendo apparire anche preveggente.  

Tutti voi, comunque, nonostante la mia reticenza, penso siate in grado di  immaginarle.

E senza nemmeno avere troppa fantasia.

Walter Cabasino

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