Il sindaco che vorrei deve avere una caratteristica di base, la numero zero: una persona onesta che anteponga Pula all’interesse personale;

il sindaco che vorrei è eletto dalla maggior parte dei cittadini non tanto per legami di parentela, di amicizia o , peggio, di dipendenza psicologica, quanto per la consapevolezza degli elettori che quel sindaco governerà Pula con sapienza e lungimiranza;

il sindaco che vorrei dovrebbe avere caratteristiche molto semplici. La prima, naturale, “essere di Pula”, il che non significa esserci nato ma averci vissuto per anni, e continuare a viverla per conoscerne a fondo gli equilibri;

il sindaco che vorrei deve “amare Pula”, condividerne il futuro oltre che conoscerne la storia;

il sindaco che vorrei dovrebbe essere testimone di coerenza, perché tutti i discorsi che si faranno nei comizi e i programmi, non dovranno essere solo belle parole poi tradite, e dovrà trasformarle in azioni concrete e fruibili per la ripresa di questo nostro amato paese;

il sindaco che vorrei dovrebbe essere autorevole, perché saprà assumersi tutte le responsabilità del proprio operato e saprà risponderne in prima persona;

il sindaco che vorrei dovrebbe saper ascoltare tutti e a tutti dovrà saper dare e spiegare le ragioni delle proprie scelte e delle proprie azioni, perché deve essere il primo testimone di legalità e trasparenza;

il sindaco che vorrei dovrebbe fare del pluralismo di idee la chiave per far crescere menti aperte ad accogliere, dialogare, agire e interagire con tutti; per far prosperare menti critiche e leggere dentro i vari numerosi e complessi problemi e trovare insieme la soluzione;

il sindaco che vorrei dovrebbe avere una forte “conoscenza della macchina pubblica” per saperla modificare e motivare per farla ripartire.

il sindaco che vorrei dovrebbe avere una profonda “conoscenza del settore privato” perché senza sostegno all’impresa, semplificazione e detassazione non si rialza il commerciante, l’artigiano e l’imprenditore e non si crea occupazione.

il sindaco che vorrei dovrebbe essere un “forte negoziatore”, rispettato dai suoi cittadini, dai suoi colleghi e dalla burocrazia regionale.

il sindaco che vorrei dovrebbe essere di “apertura internazionale”, per ridare alla nostra città il giusto respiro internazionale e attrarre capitali dall’Europa e dalle organizzazioni internazionali; parlare l’inglese è il minimo (una seconda lingua meglio).

In questi giorni è successa una cosa molto grave, 9 consiglieri si sono dimessi, certificando di fatto il fallimento dell’esperienza amministrativa della Sindaca Medau. Da questo momento il clima già abbastanza infuocato ha preso una deriva ancora più ostile, con uno sciacallaggio mediatico amplificato anche dall’utilizzo sfrenato dei social e da una buona dose di “furbizia” comunicativa.

Non accetto l’idea di distinguere i buoni dai cattivi, quelli che amano Pula da quelli che invece vogliono coltivare i propri interessi. Si tratta di una lettura parziale e superficiale destinata a mascherare e far passare in secondo piano che quello che è successo sia solamente riconducibile ad un tradimento di alcuni voltagabbana, quando in realtà ci sono ragioni pià profonde e travagli personali che sono certo non tarderanno a farsi noti.

Nove consiglieri dimissionari di cui 5 della maggioranza fra cui due ex assessori non possono essere ridotti ad una semplice benché grave faccenda di “tradimento” che serve solo ad alimentare il mal di pancia del popolo.

Pula ha bisogno di una rinascita culturale, una svolta del proprio modo di essere e agire ecco perché la prima e più importante azione che il futuro sindaco deve fare è attingere continua forza dalla rete con altre persone capaci di portare avanti insieme i programmi per aiutarsi a essere fedeli agli impegni presi nella più totale collegialità, perché così viene richiesto ad una squadra.

L’individualismo e l’autoritarismo fine a se stesso causano i “disastri” a cui abbiamo recentemente assistito, con la conseguenza che a pagare questo dazio è l’intera collettività che si ritrova ad essere chiamata di nuovo alle urne dopo soli 3 anni.

L’idea è ribaltare la prospettiva e smetterla di parlare soltanto di beghe politiche ma creare uno spazio dove ogni cittadino possa indicare la sua proposta, essere protagonista e sfidare i candidati alla poltrona di Sindaco di Pula.

Ne saranno capaci i suoi cittadini ? Ne saremo capaci ? non lo so, ma lo spero !!

Voi penserete che sono un sognatore. Sì , forse è vero, ma senza sogni non ci sono progetti e senza progetti non c’è speranza né futuro, anche perchè il contrario è il “déjà vu”, il contrario porta nel baratro, disperde le energie migliori e alla fine non si avrà costruito nulla: il nostro futuro sindaco avrà sprecato l’opportunità di rendere migliore questo pezzettino di mondo affidatogli.

2 COMMENTI

  1. Ottimo. Da sottoscrivere senza riserve. Direi di più: sostituirei alla parola , con i necessari adattamenti nel ruolo e livello delle cose, e lo nazionalizzerei. Anche li qualcuno se la sta cavando molto con l’addossare al tradimento degli ex compagni di partito l’insipienza fel proprio operato troppo egocentrico, autoreferenziale, che ha tradito promesse e aspettative.
    Tuttavia, aggiungerei un requisito. Noi Pulesi estivi, innamorati del suo mare e della sua natura, della sua gente e del suo cibo, di tante persone che abbiamo saputo apprezzare negli anni, vorremmo sentirci tutelati e trattati ‘alla pari’, non marginalizzati in in territorio periferico abbandonato, sconnesso, non manutenuto, ogetto di scorribande della polizia locale e ridotto esclusivamente a riserva di introiti da tasse e multe, e niente più!

  2. Infatti…non è utopia…è fantascienza! Anche io vorrei un sindaco così ma servirebbero anche elettori così… perché alla fine… ogni paese ha il sindaco che si merita

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