Walter Cabasino - Piano Urbanistico Comunale

Piano Urbanistico Comunale

La rivoluzione copernicana invischiata  tra inattesi nuovi passaggi in aula e la probabile nomina di un nuovo consulente tecnico.

E le spese, d’incanto, lievitano.

[dropcap]C[/dropcap]ome cittadino che si è sempre interessato alle vicissitudini della vita amministrativa di Pula, mi sento libero di esprimere la mia personale opinione, senza che questa abbia l’ambizione di condizionare nessuno, bene attento a  non  mancare di rispetto chi la pensa diversamente.  

L’ unico  mio obiettivo, se di questo si può parlare,  è quello di stimolare delle riflessioni e un costruttivo dibattito in chi è interessato all’argomento e leggerà  le  righe che seguono.

Da un causale incontro con un imprenditore, ho appreso che i termini per la presentazione delle osservazioni  al PUC  approvato in aula non sono ancora  iniziati. Approfondendo l’argomento,  sono venuto pure a conoscenza che il Piano Urbanistico adottato in Consiglio Comunale in data 03/09/2015 e pubblicato all’albo pretorio il 17/09/2015,  non ha il necessario valore procedurale perché manca un documento importante, quello relativo al Rapporto Ambientale.

Quindi, da ciò ne consegue che prima dell’apertura dei termini per la presentazione delle osservazioni, il Piano Urbanistico dovrà essere riportato in aula assieme a Rapporto Ambientale e poi, finalmente,  pubblicato nel BURAS.

Dalla  lettura attenta della delibera pubblicata all’albo pretorio, il particolare della mancanza di questo documento, è ben specificato. Ciò nonostante, è bene evidenziare,  è stato completamente ignorato (come se non fosse affatto necessario)  dalla parte politica sia durante il dibattito, sia nelle comunicazioni nei Social e sulla stampa dove, come da copione, i toni sono stati improntati all’ormai  collaudato rituale trionfalistico.

Nonostante tutti gli sforzi del Sindaco per fa apparire  gli aspetti positivi dell’approvazione, si deve prendere atto che i tempi continueranno ad allungarsi e che le date solennemente cadenzate in aula e in delibera non potranno, com’è del tutto evidente,  essere rispettate.  Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, anche questo passaggio procedurale non è che la cartina di tornasole di quanto era stato già messo in evidenza  dal Gruppo Misto: il Piano Urbanistico Comunale, dopo mesi di assordante silenzio, è stato portato in aula solo sotto la pressione della diffida della Regione e con il Commissario ad Acta  dietro la porta, pronto a sopperire all’inerzia accumulatasi in 16 mesi di governo del paese. Una comunicazione che ha colto l’Amministrazione alla sprovvista mentre era intenta a festeggiare, con le ormai mitiche  autocelebrazioni, i fasti dell’estate pulese. In fretta e furia, nel cercare di porre rimedio all’inevitabile pessima figura, il Piano Urbanistico Comunale è stato portato  in aula privo del documento del Rapporto Ambientale, ovvero con uno stratagemma grossolano, da “furbetti”, e adottato  per far melina e prendere tempo. Ad aggiungersi a questa  a dir poco strana procedura, che attesta un modus operandi  da dilettanti allo sbaraglio, vi è l’improvvisazione con cui i numerosi emendamenti si sono presentati  in aula durante l’esame delle carte, all’ultimo minuto, con colpi di scena come negli spettacoli di “Gran Varietà” . Un atto di scorrettezza e prepotenza nei confronti della minoranza a cui non è stata data la possibilità di valutarne i contenuti e dare, sugli argomenti emendati,  un costruttivo contributo in termini di osservazioni e proposte.  

Ma l’aspetto più sconcertante lo si apprende dai rumors che filtrano dal palazzo, che mi hanno portato a conoscenza dell’imminente nomina di un nuovo consulente che dovrebbe mettere mano su un Piano Urbanistico Comunale già discusso e approvato in aula.

A mio avviso, una nomina inopportuna principalmente  da un punto di vista tecnico. Ma posso aggiungere che se il tecnico individuato fosse quello il cui nominativo è  filtrato dalle fonti ufficiose di palazzo, c’è da opinare anche sotto il profilo strettamente  politico.

Questo mi  preoccupa più di ogni altra valutazione. Sono convinto che, soprattutto in questa fase, il Comune non abbia bisogno di avvalersi di una professionista di stretta osservanza della religione urbanistica  Soriana (dominus indiscusso Renato Soru) e per giunta di “rito ortodosso”. Una persona già largamente conosciuta in Comune che, con la sua stretta applicazione interpretativa del PPR, nel periodo della mia prima consiliatura 2004-2009,  non aveva certo agevolato il Comune nel dirimere le comprensibili criticità che si erano immancabilmente presentate nel territorio in seguito alla intervenuta adozione del PPR da parte della Regione. Mettersi in casa professionisti con questa rigidità interpretativa, soprattutto in un periodo in cui l’Assessorato Regionale cerca di dare risposte ai Comuni che hanno il Piano Urbanistico Comunale in itinere, non mi sembra né logico, né auspicabile. Le considerazione di stretta opportunità politica sulla probabile nomina le lascio ai diretti interessati per le valutazioni del caso, ma  mi riservo ugualmente di esprimermi ulteriormente  se i rumors sulla nomina dovessero divenire certezza.

Ora mi  chiedo, a prescindere,  quale sia il fine di  nominare un consulente per un Piano Urbanistico Comunale ormai quasi concluso. Perché esporre inutilmente il Comune alle probabili attenzioni della Magistratura Contabile per una consulenza che potrebbe essere giudicata inutile?  Il Comune ha già impegnato importanti risorse aggiuntive per retribuire  i tecnici preposti alla stesura del  nuovo PUC onde  modificare le carte relative alle poche scelte urbanistiche fatte dalla nuova Amministrazione. Inoltre, c’è da considerare che sussiste già il precedente della nomina del consulente legale che ha concluso la sua analisi sul PUC, guardandosi bene dal consigliare di mandare tutto al macero  e iniziare da capo,  deludendo in tal modo le aspettative di alcuni consiglieri (e di un nutrito gruppo di fans storici), anzi,  invitando la stessa maggioranza a riportare il Piano Urbanistico in Consiglio e riadottarlo. Procedura che poi, in sostanza, è stata fatta. In fin dei conti, il Piano Urbanistico Comunale approvato dalla mia Amministrazione  è stato riadattato integralmente per quanto riguarda la parte più corposa della co-pianificazione,  e per circa il 70% anche per le scelte di quella che tecnicamente viene definita “zonizzazione” .

Poi, a mio avviso,  c’è da fare una ulteriore valutazione:  

a cosa serve nominare un consulente in un periodo in cui l’Assessorato all’Urbanistica sta stilando protocolli d’intesa per collaborare e venire incontro ai Comuni che hanno il Piano Urbanistico Comunale in via di approvazione?

 Per citarne alcuni Teulada, Quartu S.Elena, Budoni, Sinnai e altri.

Il nostro Comune,  prima di nominare consulenti  tecnici che hanno un costo per la comunità, avrà attivato questa procedura con l’Assessorato Regionale all’Urbanistica?

Oltre alle precedenti considerazioni, mi piacerebbe conoscere a fondo  quale sia  la posizione dell’Assessore all’Urbanistica Olla e di parte della maggioranza rispetto a questa singolare scelta del Sindaco. Non voglio credere  che l’Assessore, distintosi in più occasioni  per  l’ autonomia di pensiero e gestionale della sua azione amministrativa, possa avvallare o subire questa scelta, come penso, non possa essere condivisa dall’intera  maggioranza.

Questa nomina,  a voler pensar male (che sarà pure peccato ma ci si azzecca, come disse un illustre personaggio politico), potrebbe dar adito anche un’altra interpretazione, certamente non campata in aria: forse con la nomina di un consulente esterno  si vuole limitare il potere decisionale  dell’Assessore e del già esistente Ufficio del Piano,  affiancando sia a Olla che ai Funzionari   un tecnico che risponda esclusivamente al Sindaco (insomma, una sorta di commissariamento).

La nomina di un esterno, inoltre, potrebbe essere anche espressione di quella parte della maggioranza che non digerisce appieno il Piano Urbanistico Comunale adottato perché non soddisfa le promesse elettorali o perché troppo simile a quello adottato dalla precedente Amministrazione.  Una cosa è certa: per l’esperienza che ho potuto maturare nei numerosi anni che ho seguito da vicino  il Piano Urbanistico, il Comune di Pula non ha proprio nessun bisogno di consulenti aggiuntivi.  Al suo interno, in pianta organica, si avvale di   tecnici che, per  professionalità e  profonda conoscenza del territorio, hanno  requisiti tali da poter far loro da consulenti ad altri, non il contrario. Mi riferisco, nello specifico,  al responsabile dell’Ufficio Urbanistica geom. Deidda e, in generale, a tutto il personale dell’Ufficio Tecnico.

In tutte le manifestazioni pubbliche, non basta sgranare il rosario dei ringraziamenti ogni qualvolta in Comune si sposta una sedia, si posiziona una transenna o si tappa una buca. Se la parte politica vuole esternare gratitudine e riconoscere appieno le potenzialità di questi professionisti, credo di poter dire che  i dirigenti del Comune hanno già  e potranno avere anche in futuro  ben altri meriti, se gli si darà la possibilità .

Concludendo, mi sembra che la parola fine sulla vicenda Piano Urbanistico Comunale sia ancora lontana. L’importante strumento urbanistico rischia di precipitare nuovamente nell’oscura palude dell’inerzia.  Sono sempre attive le sabbie mobili nelle quali i delusi, compresi quelli  esterni al palazzo comunale,  vogliono condurre le sorti urbanistiche del nostro territorio.  Chi ha interessi diversi  dal “bene comune”  (e non lo ha certo mandato a dire) nutre ancora la speranza di poter ricavarne una potenzialità contrattuale da spendere con chi, in maggioranza,  aveva ed ha tuttora  idee diverse rispetto quelle portate avanti con determinazione dall’Assessore Olla. Si delinea sempre di più all’orizzonte una maggioranza tutt’altro che monolitica, nonostante il Sindaco (se vogliamo “comprensibilmente” per il ruolo che le compete e per le aspettative che ha creato in campagna elettorale) sostenga che tutto “va bene e avanti tutta!”.

Non penso, purtroppo, che Pula possa avvantaggiarsi, in tempi ragionevoli, di uno strumento urbanistico che consenta di accelerare la crescita e lo sviluppo del territorio. Il mio auspicio è che, pur in presenza di una  nube di incertezza che si addensa sempre di più  in piazza Municipio, l’Assessore all’Urbanistica  e chi ha sostenuto le sue posizioni  dentro e fuori in palazzo comunale in tema di urbanistica,  sia in grado di  continuare  a mantenere la rotta e avere  l’autorevolezza  per difendere le scelte fatte.

Ho detto in  tema di urbanistica, ma non solo. 

 

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Nato a Sarroch (CA) il 06/06/53 Professione: Medico, Sindaco del Comune di Pula dal 2004 al 2014, Consigliere Comunale dal 2002 al 2003, Assessore ai Servizi Sociali e V.Sindaco dal 1997 al 2002, Consigliere Provinciale dal 2005 al 2010

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