Con i giochetti di prestigio verbali, si vorrebbero trasformare i demeriti in meriti

Dobbiamo dargliene atto: per non calcare troppo la mano,  ed evitare di usare un vocabolo più adatto che, data la circostanza, sarebbe più appropriato,  preferiamo attribuire la sua audacia verbale al “coraggio”. Infatti,  rischiare  di offendere l’intelligenza dei cittadini a suon di balle, di fronte a l’evidenza degli atti che sostengono tutt’altra  verità, bisogna avere “coraggio” ed  esserci portati.

Ci riferiamo alla recente comunicazione dell‘Assessore ai Lavori Pubblici che “in pompa magna”, sulla sua pagina facebook, rispolverata per l’occasione dopo la stagione venatoria che l’aveva un po’ distratto, si attribuisce i meriti della realizzazione delle rotonde.

L’Assessore dimentica, o fa finta di dimenticare, di aver avuto in eredità  dalla precedente Amministrazione il finanziamento di 600.000 euro e il progetto preliminare, comprese le procedure di esproprio che non sono mai una passeggiata.

Ma l’aspetto più grave che vuol far passare in cavalleria è che nel novembre 2014, dopo 6 mesi dall’insediamento, a causa della sua inerzia forse dettata dal perdurare dei festeggiamenti  per il trionfo delle lista alle amministrative, ha pure rischiato che l’opera venisse definanziata. Se non fosse stato graziato dalla Regione, sarebbe stata una vera catastrofe, soprattutto alla luce delle risorse pressoché nulle incamerate dai bandi pubblici dall’amministrazione Medau che, invece, si è distinta per aver indebitato il Comune con la richiesta di prestiti per milioni di euro, naturalmente da restituire con gli interessi .

Per questo non riusciamo a capire quali meriti vorrebbe attribuirsi, anche considerato che i cittadini, sull’amministrazione in generale e, specificatamente nel suo assessorato, da tempo stanno evidenziando solo demeriti.

Per il suo bene politico, gli consigliamo di continuare a operare sotto traccia.

La sovraesposizione mediatica “sul nulla ” la faccia continuare a chi di questo strumento ne ha fatto una ragione di vita.

Se qualcuno, come sta facendo tra i suoi colleghi, andasse ad analizzare i risultati del suo assessorato in questi tre anni di mandato, Lei capisce che potrebbe calzare benissimo un proverbio latino che recita  “mors tua vita mea” e in questo periodo, dove corre voce che qualche testa debba saltare per recuperare una seppur esigua parte dell’equipaggio, si defili e stia in campana.

Dopo la stagione della caccia, farebbe bene che con  la stessa nonchalance con la quale si attribuisce meriti non suoi,  iniziasse  la stagione della pesca, che  contribuisce ad alleviare l’ansia di prestazione e, in definitiva, da un punto di vista politico,  forse le conviene.

 

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