piano urbanistico comunale di pula

Si spreca più tempo ad entusiasmarsi che a lavorare

In questi ultimi giorni ho seguito le generose  comunicazioni mediatiche  sulle due ultime  iniziative promosse dall’Amministrazione: la prima per ricordare il 30° anniversario della fondazione della Banda Cittadina, la seconda  dedicata al Consiglio Comunale, convocato in seduta straordinaria per celebrare  la “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne”. Come consuetudine, le notizie sono state corredate dai servizi fotografici. Niente da ridire sulle meritevoli iniziative dedicate a tematiche certamente degne di attenzione. Anzi, devo osservare che denotano una certa continuità con le attività estive, se si eccettua, però, l’indice di gradimento che riscuotono in paese. Può darsi che sbagli, ma mi sembra di capire che, a giudicare dalla partecipazione popolare, si è molto lontani dai bagni di folla cui siamo abituati durante la bella stagione. Ma  poco importa.

Silenzio tombale, invece, sul Consiglio Comunale del  25/11/2015, convocato per dotare il PUC  del c.d. “Rapporto Ambientale”. Mi lascia alquanto perplesso il  vuoto  che  si è creato intorno a tematiche che riguardano strettamente e concretamente l’economia, lo sviluppo sociale, la disciplina del territorio. Stride e contrasta con la prassi mediatica di questi ultimi mesi l’assenza di una qualsiasi comunicazione istituzionale che rendesse i cittadini partecipi del  consiglio del 25 novembre, che di assetto del territorio, di sviluppo, di sostenibilità e di salvaguardia ambientale doveva parlare.

Questo comportamento omissivo, certamente insolito e fuori schema, può  a mio avviso avere almeno due chiavi di lettura. La prima è ascrivibile sicuramente  alla circostanza che si è venuta a creare, forse imprevista o sottovalutata.  Dopo pochi mesi, infatti, non c’è da essere per nulla fieri e orgogliosi, né si fa una bella figura nel riportare un PUC da revisionare, precedentemente presentato dal  Sindaco nei termini che le sono più congeniali e con dichiarazioni entusiastiche elargite a 360°. Vista la necessità di ripassare in Consiglio Comunale per tamponare le falle lasciate nella prima tornata, lo scorso settembre, un tale entusiasmo si è rilevato incauto e sicuramente fuori luogo. Il 25 novembre la maggioranza ha, di fatto,  dovuto apportare nuovi correttivi, riadottare il PUC e aggiungere il citato “Rapporto Ambientale”,  documento necessario per attribuirgli il  valore procedurale e   senza il quale il complesso  iter di approvazione non poteva avere inizio.

La seconda  chiave di lettura che vuole trovare spiegazioni del perché un Consiglio Comunale di tale importanza si sia convocato in sordina, è di stretta natura politica. Mentre per le iniziative dei  vari Assessori, intessute di lodi e cinte di allori (in modo particolare quelle degne da “pagina degli spettacoli”, comprese quelle minimali),  viene data sempre la massima visibilità, questo assordante silenzio dà l’impressione che si voglia mettere in ombra  l’operato dell’Assessore all’Urbanistica che, pur con grandi difficoltà, sta cercando di portare a casa l’approvazione del PUC.

Eppure, credo che ciascuno sia in grado di comprendere che non riconoscere  l’importanza del piano urbanistico, significa sostanzialmente   sminuire il suo ruolo che un simile strumento detiene  per lo sviluppo non solo territoriale, ma anche economico e sociale di Pula,  per almeno  i prossimi decenni.

Si è sempre avuta l’impressione che del PUC, al di là degli straordinari propositi contenuti nel programma elettorale e nelle dichiarazioni di rito, che in fin dei conti si sono rivelati semplice propaganda, alla maggior parte dei componenti della nuova Amministrazione sia interessato ben poco.

Dopo le elezioni, una volta che si è presa  coscienza che il lavoro fatto dalla precedente Amministrazione, tutto sommato, era valido, e che era inopportuno buttarlo alle ortiche (a meno che qualcuno non volesse proprio compiere gesti autolesionistici e farsi del male sul serio),  una volta capito che molte delle promesse fatte erano giuridicamente impraticabili, allora si è fatta la “scelta tipicamente pilatesca”: lavarsene le mani e scegliere di non scegliere. Guarda caso, si è data un’accelerata repentina  al PUC solo quando il Commissario ad Acta,  mandato dalla Regione per porre fine  alla melina durata 15 mesi,  ha bussato alla porta del Comune.

In tutto questo contesto, quale è stato il ruolo dell’Assessore all’Urbanistica Emanuele Olla?  

Dagli atti prodotti, possiamo dedurre che il suo compito non sia stato facile, dovendo districarsi e tenere testa a chi rivendicava scelte improponibili e ha confuso la fantasia con la realtà, per far emergere la sua volontà di portare a termine il PUC.

Se si rievoca l’epica giornata del comizio elettorale del 23 maggio 2014, a pochi sarà sfuggito il tifo da stadio dei supporter  della lista che plaudevano alla dichiarata guerra contro il PUC approvato dall’Amministrazione uscente. Supporter che certamente gli avranno, in questo mesi,  tirato la giacchetta in più d’una occasione per richiamarlo all’ordine e ad onorare le promesse fatte (forse non da lui). Prima dello spauracchio del Commissario ad acta, essendosi infilati in un cul de sac, nell’Amministrazione  ha prevalso la soluzione di lasciare  tutto in ammollo, o se si preferisce  a bagnomaria, perché fare delle scelte poteva diventare impopolare, soprattutto dopo le prospettive fantasiose condivise con i sostenitori più agguerriti, ai quali era stato promesso un PUC nuovo di zecca.

Oltre quest’ultima considerazione, e al di là dell’impegno dell’Assessore Olla, non mi sembra che in questi 18 mesi, comunque,  ci sia stata una grande ricerca di interlocuzioni e confronti tra Regione e  gli altri componenti della giunta, Sindaco compreso. Se vi sono stati,  sicuramente non sono tali da condurre il PUC in dirittura d’arrivo e portarlo  a casa in un periodo ragionevole. Come ha già messo in evidenza il Gruppo Misto, non mi sembra sia stata neppure stipulata la convenzione tra il Comune di Pula e l’Assessorato all’Urbanistica Regionale per concordare un percorso condiviso,  finalizzato a facilitarne l’approvazione. Una procedura, questa,  che stanno firmando diversi Comuni della Sardegna, tra cui i Comuni di Aglientu, Alghero, Arzachena, Budoni, Cagliari, Iglesias, Olbia, Oristano, Quartu Sant’Elena, Sassari e Sinnai e Teulada, che prevede il supporto della Regione attraverso processi e metodologie condivisi durante tutto il percorso di pianificazione, sino all’adozione definitiva del piano urbanistico comunale. Al contrario, invece, da ciò che filtra dal Palazzo, a Pula l’Amministrazione preferirebbe affidare a terzi un’ulteriore consulenza,  come se finora non bastassero i soldi già spesi per la redazione del PUC. Sull’opportunità della nomina ho espresso già il mio parere in precedenza, e ribadisco tutta la mia perplessità.

Per adesso, grazie anche alla diffida della Regione che minacciava il commissariamento e che, giocoforza, ha riacceso l’interesse sul PUC , l’Assessore Olla ha di fatto portato a casa una sorta di “onorevole compromesso” tra il PUC  approvato dalla precedente Amministrazione e le scelte della nuova amministrazione, salvaguardando le posizioni  anche di chi, nella Sua maggioranza, ha optato di non scegliere alcuna soluzione. Forse in ossequio a questa corrente di pensiero, si è inventato il cosiddetto “tesoretto” da spendere una volta che le acque si sarebbero rasserenate. Poiché il mare degli umori,  piuttosto che scemare, tende ad un moto ondoso sempre più evidente,  quando ci sarà da scegliere come ridistribuire questo “tesoretto”, allora sorgeranno i problemi seri.

Nei prossimi mesi, riuscirà ancora l’Assessore Olla a mantenere l’assetto  e risalire il fiume controcorrente?

Nella maggioranza di cui è importante e autorevole componente riuscirà a cucire alleanze interne ed esterne tali che gli consentano di puntellare le sue scelte?

Una cosa è certa: nell’immaginario collettivo, la figura dell’Assessore Olla è sempre stata quella di una persona che ha autonomia di pensiero e di giudizio, smentendo chi lo vedrebbe meglio nel ruolo di comparsa o, peggio, di cavalier servente. Una contrapposizione a priori, solo dettata per contrastare il suo modo di fare e di agire, non lascerebbe del tutto indifferenti i molti  elettori che gli hanno dato fiducia e che hanno dato credito alla lista anche per la Sua presenza.

Una riflessione, questa,  che dovrebbe fare soprattutto chi in questi mesi ha tentato in tutti modi di contrastarlo e che gioverebbe all’intera maggioranza, a meno che non si sia smarrito completamente il contatto con la realtà.

Una cosa è certa: a  mio parere  il piano urbanistico comunale sarà uno degli argomenti su cui si misurerà la tenuta dell’Amministrazione in un futuro non lontano. Un vero banco di prova dove si accentueranno le scaramucce e le frizioni politiche che covano latenti sin dall’inizio dell’avventura, e che  hanno la loro radice nelle ripartizioni fatte dal Sindaco, a partire dalle cariche assegnate  in giunta. Tensioni tutt’altro che sedate, anzi, acuite dall’assegnazione delle “deleghe fantasma”, che sappiamo tutti quale valore abbiano.   Saranno forse state  utili per addolcire gli umori e qualche  travaso di bile,  o  probabilmente  per alleviare  le responsabilità dovute all’inefficienza dei veri titolari degli assessorati.

Ma a quanto pare, si sono rivelate per quello che erano: un bluff.

Visto che siamo all’epilogo del 2015,  anno tutt’altro che entusiasmante se si eccettuano le fantastiche trovate scenografiche estive,  confido speranzoso nel 2016, alla fine del quale, peraltro,  ci sarà il giro di boa.  Quando metà mandato sarà ormai concluso,  si cominceranno a tracciare i primi bilanci.  Come comune cittadino, e come si usa fare alla fine dell’anno, mi aspetto la realizzazione delle opere promesse nel programma di governo e di cui il piano urbanistico comunale è  parte importante e sostanziale. Da uomo politico di lungo corso, ormai facente parte degli ex, mi azzardo comunque a fare una previsione: nell’anno nuovo  avremmo degli sviluppi politici che, comunque sia, daranno uno scossone alla situazione di ordinaria gestione della cosa pubblica che è ormai divenuta ruotine,  anche se si fa di tutto pur di spacciarla,  ancora oggi,  per straordinaria. Pur non essendo veggente, credo di intuire che la regola di “non menare il can per l’aia” troppo a lungo, sia valida anche a Pula.

Nel  2016  non si potrà continuare a descrivere azioni  di  normale amministrazione come se fossero oro colato: ho la sensazione che la fase che accompagna l’avvio di ogni amministrazione, in cui l’entusiasmo iniziale, unito alla novità  dei volti nuovi, che fa campare di rendita per un po’ di tempo,  si stia inevitabilmente  esaurendo anche per l’Amministrazione Medau.  Va bene l’entusiasmo, ma ribadisco ciò che sostengo ormai da tempo: per il bene del paese è  forse il caso che l’euforia sia finalmente conseguenza di qualcosa che si trasforma  in atti  e  azioni  concrete.  

[author title=”Walter Cabasino” image=”http://www.gopula.it/wp-content/uploads/2015/11/DSC_00611-1.jpg”]già Sindaco di Pula dal 2004 al 2014[/author]
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Nato a Sarroch (CA) il 06/06/53 Professione: Medico, Sindaco del Comune di Pula dal 2004 al 2014, Consigliere Comunale dal 2002 al 2003, Assessore ai Servizi Sociali e V.Sindaco dal 1997 al 2002, Consigliere Provinciale dal 2005 al 2010

2 COMMENTI

  1. Carissimo Walter, sono spiacente di ricevere la conferma ,a quel che , la cortese sincerita’della sig.na Cristina, mi ah accennato lo scorso Ottobre. Approvo, e condivido incondizionatamente, la tua opinione .
    Per ben otto anni, Come primo Cittadino , hai guidato il paese con mano ferma , e con grande Capabilita’. Lustro Culturale, Competenza Economica, sviluppo Urbanistico, e visione Umanitaria. Non c’e’ alcun bisogno di aggiungere parole. SEi stato un Sindaco Esemplare!
    Se io fossi il tuo Dottore, e tu il mio Paziente, ti direi di, ( non puoi lavare la testa agli asini) Ma sono certo che non mi ascolterai, percio’ ti dico …Un grande Politico ,non si arrende mai… Combatte sino alla fine!
    e se tu combatti , noi tutti saremo con te! Complimenti per la tua tenacia!
    Giorgio Melis.

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