L’ampliamento del Porto di Calaverde: un tema di vitale interesse per il territorio e la sua salvaguardia

di Walter Cabasino

[dropcap]D[/dropcap]opo la recente  debacle dell’Amministrazione che ha segnato l’avvio dell’estate, ho avuto l’impressione che le varie vicissitudini, pur non esaltanti,  abbiano distolto la concentrazione dei Cittadini su tematiche fondamentali per il futuro del nostro paese che, invece, stanno viaggiando pericolosamente sotto traccia.

La pulizia delle spiagge, la ZTL senza che sia presidiata dai Vigili, le torrette a mare senza bagnini, il logo di “Pula Dimensione Estate” maldestramente scopiazzato, sono gli  argomenti che quotidianamente, da qualche settimana, appassionano (credo) i cittadini nella stampa e nei social.

Passata la stagione, questi episodi verranno comunque archiviati negli annali del 2016 come frutto della mancata  programmazione, e di essi  rimarrà solo uno sbiadito ricordo.

Da ex Amministratore ma, soprattutto, da cittadino “attivo”, sempre attento alle vicissitudini di Pula, devo dire che questi ragionamenti, per quanto interessanti e coinvolgenti, non devono “oscurare” argomenti ben più importanti che, per le conseguenti ricadute sull’economia del territorio, potrebbero portare dei danni destinati e lasciare segni ben più profondi rispetto alle carenze che stanno gravando sull’estate 2016.

Mentre dopo la nomina del nuovo Assessore all’Urbanistica assistiamo, come risultato immediato,  ad un nuovo blackout  sul PUC e conseguentemente sulla nascita e successivo sviluppo  di Porto di Agumu, adesso, sotto voce, e perciò in maniera per così dire  subdola, si riparla dell’ampliamento del Porto di  Calaverde.

Come hanno già messo in evidenza di recente i Consiglieri del Gruppo Misto, soprattutto dopo queste defaillance estive, oltre ai quattro del Gruppo Libertas che ormai si sono apertamente dissociati dall’operato del Sindaco, si incominciano a percepire i primi cedimenti anche negli Assessori e nei Consiglieri che un tempo venivano considerati “fedelissimi”. Senza neanche adottare la consueta  prudenza, il ché è emblematico di una situazione ormai fuori controllo,  essi  hanno fatto filtrare la notizia che, da mesi, c’è un nuovo tentativo orientato a far avvallare dal Comune l’inizio di nuove procedure  per consentire l’ampliamento del Porto di Calaverde, ampliamento che prevede, come è risaputo,  anche un considerevole allungamento dei bracci a mare.

Certificato, ormai, il clima pesante creatosi nel Palazzo,  quello che non filtra attraverso i sussurri dei componenti della maggioranza rimasti, per così dire, “fedeli” al Sindaco, arriva copioso attraverso altri canali.

Ma al di là di questi aspetti, rimane e deve far riflettere la gravità della notizia che, se fosse confermata, potrebbe rimettere in discussione quanto si è sinora fatto per scongiurare il pericolo che graverebbe sulle coste di Pula le quali, da sempre, costituiscono una delle ricchezze dell’economia del nostro territorio. Non sto ad elencare tutta la cronistoria perché sarebbe troppo lungo.

Nei link a piè pagina sono riportati due testi abbastanza esaustivi che descrivono la storia e i dubbi del Porto di Calaverde: uno fa parte di una lettera inviata dall’allora Gruppo Consiliare “Più Pula” e dal “Gruppo Consiliare Cresciamo con Pula” e l’altra è la risposta dell’attuale Assessore all’Urbanistica Regionale ad una interrogazione del Consigliere Regionale Edoardo Tocco.

In queste pagine sono riportate le battaglie fatte dalle Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 20 anni. Da un’attenta lettura, sia nella Comunicazione Consiliare e sia nella risposta data dall’Assessore , sono descritte nei dettagli tutte le perplessità e tutte le criticità di un intervento che da molti cittadini, e non solo, viene giudicato rischioso per la conseguente, possibile erosione costiera di cui, già senza interventi per mano umana, perché ci pensa la natura, si percepiscono evidenti e soprattutto  allarmanti segni.

Per quanto riguarda la questione del nuovo tentativo di riaprire la vicenda Calaverde,  spero si tratti di voci poco attendibili, perché sarebbe veramente grave che l’Amministrazione Medau (o quel che ne resta) avesse riaperto le speranze per un nuovo progetto che tutti pensavamo sepolto da tempo.

Una speranza forse riaccesa dalla PEC inviata dal Sindaco in sede di Conferenza di Servizi del luglio 2014 avente come oggetto: “messa i sicurezza e ampliamento dell’approdo turistico costiero di Calaverde”.

Il Sindaco, nell’occasione, si “riserva di esprimere ogni ulteriore valutazione di competenza, solamente al termine di un nuovo processo di Valutazione di Impatto Idrogeologico Ambientale richiesto dal servizio SAVI della Regione”.

Invece di rimarcare tutte le scelte già fatte dalle precedenti amministrazioni ed evidenziare le perplessità che erano state alla base dei precedenti dinieghi, il Sindaco, evidentemente, ha optato per un linguaggio  burocratico che legittima la proprietà a riaccendere delle speranze.

Se, in definitiva, il  Sindaco decidesse di portare la proposta in Aula Consiliare, mi auguro che tra i componenti della maggioranza prevalga su ogni altro aspetto il supremo  interesse del territorio e della comunità e, soprattutto, che si tenga conto delle motivate perplessità manifestate dalle precedenti Amministrazioni negli ultimi 20 anni e oltre,  espresse sempre in maniera unanime.

Un territorio pregiato come il nostro non può essere soggetto a condizionamenti di sorta, tanto meno a quelli di una  maggioranza consiliare che annaspa su questioni varie,  o alla promessa di qualche posto di lavoro  (se e quando l’opera venisse avviata o ad opera conclusa), ovvero rifuggire dallo  specchietto per le allodole di cui il territorio ha già sperimentato, anche recentemente, l’inutilità ai fini occupazionali e quindi l’inconsistenza. Mi auguro, invece che, per un argomento così importante, prevalga un’autonomia di valutazione e giudizio.

Nessuno vuole metter in dubbio che l’approdo di Calaverde necessiti di opere infrastrutturali finalizzate alla messa in sicurezza e alla ottimizzazione operativa, a patto che facciano parte di un ragionamento logico e razionale, oltre che di  una doverosa attenzione che l’Amministrazione deve dedicare a quella struttura. Nondimeno  non si può tuttavia prescindere anche dalla valutazione dei danni, purtroppo inevitabili, quando si tratta di modificare tratti di costa anche minimi,  che subirebbe il patrimonio naturalistico e paesaggistico del nostro litorale. Gli esempi negativi a cui far riferimento non mancano: Villasimius, Porto Columbu, il Porto di Buggerru, solo per citarne alcuni.

Poc’anzi  mi auguravo che, per un argomento così importante, prevalga un’autonomia di valutazione e giudizio: aggiungo che, se il mio augurio, così come certamente quello di tantissimi concittadini, dovesse disperdersi nell’aria e se malauguratamente si addivenisse ad una soluzione opposta a quella individuata non certo da me, sia ben chiaro, ma da diverse Amministrazioni Comunali pienamente legittimate ad amministrare con amplissime maggioranze, succedutesi negli ultimi 20 anni e anche oltre, non  starò certo a guardare impassibile lo sfascio preventivabile della costa, e sarò, ne sono sicuro, in buona e consistente compagnia.

Per fortuna esistono ancora mezzi con i quali  opporsi, con strumenti e azioni civili e democratiche, a scelte scriteriate, sulla cui applicazione, evidentemente, nei confronti  di taluni, si sono create ancora aspettative. Continuerò a sostenere fino a quando sarà necessario, e principalmente a motivarne le ragioni,  quanto l’interesse pubblico sia superiore alle ragioni di parte, che pur ammettendone la legittimità, ritengo  secondario rispetto a quello  dell’intera comunità.  

Walter Cabasino

[highlight color=”blue”]Allegati:[/highlight]

Interrogazione del Consigliere Regionale Tocco

Risposta dell’Assessore Regionale agli Enti Locali

Interrogazione dei Gruppi di Minoranza del Comune di Pula

Lettera del Sindaco all’Assessorato Regionale agli Enti Locali

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Nato a Sarroch (CA) il 06/06/53 Professione: Medico, Sindaco del Comune di Pula dal 2004 al 2014, Consigliere Comunale dal 2002 al 2003, Assessore ai Servizi Sociali e V.Sindaco dal 1997 al 2002, Consigliere Provinciale dal 2005 al 2010

1 COMMENTO

  1. Spero proprio he nessuno voglia essere ricordato nella storia come colui che ha autorizzato la distruzione della spiaggia di Santa Margherita di Pula, così come avvenuto in epoche passate per altre spiagge in conseguenza di nuovi moli.
    Abbiamo visto che nuovi moli hanno messo in pericolo con l’erosione persino la ferrovia litoranea in Calabria. Ma li c’è la Ndrangheta che si impone.

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